L'inferno verde
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
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”Tra i viventi” emozioni, che noi civili della citta non affrontiamo, ma c'è chi si immerge nella natura, l'atore ci vuol far conoscere, un mondo vissuto dal presente, che noi leggiamo sui rotocalchi, o che vediamo in tv... un mondo di misteriose bellezze che noi conoscevamo perfettamente, prima di essere ingoblati dalla civiltà... ma che abbiamo dimenticato.. non conosciamo più la natura per questo ci fa paura... l'uscir fuori della foresta.. ritornare alla civiltà..! Bella..!
dopo questa lettura verrebbe da cambiarci d'abito, nella meticolosa descrizione di un ambiente dove i fenomeni della natura si presentano in tutta la loro imponenza, l'autore ci trascina come una vera guida nella fitta intricata foresta e sa trasmette la sua stessa ansia, lo stesso ristoro nel cogliere la luce di un raggio di sole. ma non è così anche la vita?
una chiusa che dice tutto - ci vuol far capire che siamo completi, non ci manca proprio niente anche se spesso non lo riconosciamo.
In un ambiente ostile, sconosciuto, dove la fatica e l'orientamento, anche psicologico, è determinante, ecco che una schiarita, un raggio che filtra tra i rami, la meraviglia dell'arcobaleno, possono far intravedere la speranza e anche il sollievo di qualcosa di conosciuto, che riscalda i cuori e fa sentire vivi.. immagini forti e molto belle, una poesia che rimane vivida al lettore e lo fa sognare...
Nelle difficoltà che la vita propone il tempo assume sembianze interminabili, ma nello stesso tempo ci permette di stillarne le gocce, piccoli dolorosi passi verso l'arcobaleno. Un invito a non perdere la speranza e continuare nel ”cammino” intrapreso e si presenterà uno ”squarcio di sole”.
l'inferno verde come viene descritto in questi mirabili versi é qualcosa che ti chiude l'animo, che ti fa sentire quasi prigioniero, come ingabbiato in quell'ammasso intrigato di fogliame e di fronde, umido e con insetti che incontrastati continuano a punzecchiarti tormentandoti il corpo fino a crearti delle piccole piaghe... solo chi ha vissuto nella giungla può comprendere a pieno quanto il poeta sente dentro di se e come alla comparsa di un raggio di sole attraverso uno squarcio in quell'intrigo di verde, l'animo suo si libera da quell'ansia in cui era caduto. Stupenda



