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Ribellione 21 aprile 2008 · lettura 1 min · 2975 letture

Ipocrita

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Discetti e pontifichi in perfetto sinistrese, con l'appiccicaticcia cultura del Che Guevara da salotto; parli di lotta di classe, e agile voli tra gli slogan d'un vetero sessantottino, il cui libro hai sul comodino. Poi, rassettato il gran vestito, cinque stipendi... pardon, salari, secondo la tua vulgata, prendi il suv per andar dal commercialista, a cercar come non pagar le tasse; magari un fallimento: tanti operai a spasso, tante famiglie lasciate in asso. Mi dispiace, amico mio: ciò che di te resta, è la grandezza del tuo capitale, seconda solo a quella della tua ipocrisia.
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Si può professare qualsiasi ideologia... oppure, non averne nessuna. L'importante è essere ONESTI E SINCERI...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (3)

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Onesti e sinceri, condividuo la nota dell'autore.. pienamente... Particolare apprezzamento per il testo della poesia, che con grazia poetica e riuscito a trasmettere quell'impulso di ribellione, nei confronti delle persone rappresentate, che molte volte ci viviamo assieme!

Triste21 aprile 2008

Di questi tempi pare sia di moda predicar bene e razzolare male. L'onesta? La sincerita? Non saranno fuori moda? Se così fosse meglio ancora andar controcorrente. Ottima riflessione... condivisa in ogni verso.

O
Orma Detruria21 aprile 2008

difficile non riconoscersi in questa poesia e in questo moto d'ira verso coloro che dovrebbero rappresentare la volontà del popolo, da qualsiasi parte siano schierati. ormai ci si sente spettatori impotenti di uno squallido spettacolo, dove ognuno recita la sua parte, curando quasi sempre interessi individualistici, dimenticando la primaria missione di servire lo stato e servirlo possibilmente con onestà d'intenti. le promesse poi sono solo un'illusione nell'attesa del voto.