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Riflessioni 24 aprile 2008 · lettura 1 min · 3477 letture

Amarezze

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Rido di me, dell'immagine stanca che mi rimanda l'asettico specchio; le mie battaglie, inutili sprechi d'energia d'un Capaneo rimasto senza muscoli, solcano il mio volto, e la giovinezza c'ancor vi resta si vela di malinconia. Mi volgo, alfine; ma resta alle mie spalle quel me ghignante, riflesso ormai di non so cosa.
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Stanchezza

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (7)

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Salvatore Ambrosino24 aprile 2008

una bellissima poesia dove credo che molti di noi si rivedono,

Berta Biagini24 aprile 2008

Versi scritti in maniera sublime che rapiscono il lettore immedesimandosi in quello stesso specchio che ha la capacità di espandersi e raccogliere ogni nuovo volto pronto a rispecchiarsi. Veramente coinvolgente.

Veramente molto bella l'immagine che resta riflessa e ghignante mentre si osserva andare via. Una poesia perfetta, impossibile non rivedersi in ciò che descrive.

F
Francesca Coppola24 aprile 2008

analisi di un momento per niente roseo. Si evince quella ”stanchezza” alla quale l'autore accenna e il quadro appare nero e le parole dure. Consiglierei però meno aggettivi possessivi, riesco a farla più mia quando la leggo, magari anche a me calza a pennello questa cruda riflessione o meglio introspezione?

N
Nicomar24 aprile 2008

Le battaglie affrontate e perse quotidianamente alla fine smorzano le forze, guerrieri stanchi e feriti vengono avvolti dalla tristezza e da quell' avida predatrice qual'è la rassegnazione, trascina per inerzia corpi stanchi, sfiniti. Mesta poesia, molto apprezzata e sentita...

Rasimaco25 aprile 2008

quando alla fine di una giornata si fanno quattro conti con se stessi, chiedendosi se per tutto quello che si é fatto ne é valsa la pena, se le battaglie affrontate contro l'incomprensione o l'ottusità ricorrente hanno sortito qualche effetto... anche solo il più piccolo dubbio lascia l'amaro in bocca... e sbuca fuori quel ”me ghignante... ” stupenda

Clelia Maria Parente28 aprile 2008

Momenti di tristezza, che scorrono sul volto che rimanda l'asettico specchio... versi di triste riflessione, il poeta guarda un altro sé e si chiede il perché il volto sia così stanco eppur è giovane: è la vita, che spesso ci fa sentir così, con i suoi affanni, le ansie, il dolore. Anche se triste è questa una stupenda poesia riflessiva, che amareggia l'autore e fa provar stessi sentimenti a chi legge. Coinvolgente e molto piaciuta.