Il fiume
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
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Versi emozionanti stupendamente scorrevoli alla lettura in cui l'autore si affida a due forzi immani, che lo aiutano nell'arduo cammino di vita: Dio e l'amore. Molto piaciuta.
Splendida come tutte le altre; il poeta decanta sempre e solo l'Amore vero: divino e terreno.
”m'accingo a quel ponte tuttavia sereno nelle mani di Lui e del suo amore” E' fortunato colui che avendo fede sa a chi rivolgersi.. sempre. Bella riflessione.
stupendamente bella nella sua essenzialità con la quale il poeta regala una profonda riflessione frutto delle sue scelte e convinzioni personali : la fede nell'amore Divino ed in quello terreno ai quali s'affida nel suo cammino terreno. Quella fede che lo aiuta ad operare le sue scelte che spesso lo mettono davanti a bivii che lo costringono a dure battaglie.
In questi bellissimi versi si percepisce come l'abbandono nelle mani di Dio e della persona che si ama aiuta ad affrontare serenamente la propria vita.




