Folate
Ma quanti rovesci hanno, nel
cielo, con l’attesa,
le traversate di nubi? Ancora chi vive
non vive altro
che la scansione attorno – l’evidenza,
dovunque, di ombrelli e lampi
in fuga: non c’è remissione.
Ancora non conosco le intaccature,
in luce, degli affetti:
li seguo per abbagli, come gli insetti
a decifrare i rigori, la sera;
ma in questo
è la durata che mantengo,
neanche il minimo camminamento,
da nessuna parte. Perciò
tolgo vento,
le foglie premute sulla terra,
il molto numero non fa albero.
©
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