Senza la speranza del tuo sguardo
Il tempo è il signore dell’oblio,
tacitando gli affettivi ammanchi,
dei graffi spuntati all’onda lunga
che incidono senza sanguinare.
Scandendo i minuti a ipotizzare
ogni tuo sorriso che mi hai tolto
sperando in un pensiero fugace
che forse al tuo risveglio sorprende.
È morte vestita d’agonia
questo mio aggrapparmi alle stagioni
e lancio il mio cuore già di sasso
nello stagno di un cielo oscurato.
E cade da clessidra la sabbia
come gocce salate nel lago
disegnano i cerchi il tuo profilo
svanendo, per poi ripresentarsi.
- Per quante vite dovrò aspettarti
mentre la ragione mi deride? –
- Ma quale vita può mai valere
senza la speranza del tuo sguardo? –
©
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