In questa bendata normalità
È piombo fuso nelle viscere
fra singulti d’apnea nel respiro
l’inciampo del tuo volto pensato
in questa bendata normalità.
Mi distraggo al sole sul mio viso
e al cane che attraversa la piazza
e penso che i giorni s’inventano
anche senza sguardi d’istruzione
ed acquieto i veloci palpiti
tacendo il frastuono del tuo nome
ma fa male pensarti felice
fra risate che non sanno di me,
quasi come il tuo dolore addosso
che mi ha vestito in giorni nebbiosi;
suonano campane nel paese:
rintocchi a festa che non comprendo.
E troppo spesso risento l’eco
di una Storia già scritta e mai letta.
- Perché nove anni per trovarmi
e un solo mese per riperdermi? –
©
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Commenti (1)
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Triste11 maggio 2008
”suonano campane nel paese, rintocchi a festa che non comprendo” impossibile essere coinvolti nel clima della festa quando il cuore piange. Bellissimi versi...
