Ottuso
Paolo Ursaia
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Ti nascondi
dietro uno schermo
dietro una barba
intrisa di belle parole,
di simulato rancore
che vorrebbe esser sorriso
ed è solo ghigno,
dispetto che duole.
Giochi ottuso
col tuo minuto potere
e consumi riottoso
l'onnipotenza di mosca
che ronza trionfante
nella bottiglia chiusa
gettata nel mare
dimenticata dal mondo;
t'osservo ringhiare
e ancor m'interrogo
sulla solitaria follia
del tuo regno distorto.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (2)
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D
Daniele Piredda27 maggio 2008
Una fotografia netta, chiara, nitida dei tanti personaggi squallidi che ben conosciamo. Una denuncia che lascerebbe scaturire fior fiore di commenti per i quali non basterebbe nemmeno un blog, figuriamoci 750 caratteri. Solo uno scontato: sono pienamente d'accordo!
Mirella Crapanzano27 maggio 2008
il potere logora... e davvero si può pensare così visto l'uso di cui è oggetto da parte di menti ristrette e ottuse... bella poesia!

