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Famiglia 29 maggio 2008 · lettura 1 min · 3025 letture

Figli malgrado

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Bambini sballottati palleggiati tra tate nonni ed asili così poco figli da sembrar malattie orpelli sociali scuse lavorative per donne ed uomini distratti così poco genitori da sembrar estranei infastiditii disposti a pagar col denaro oblio di responsabilità e pace.
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Grazie a Dio, non è sempre così... ma guardandomi intorno...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (6)

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Angela29 maggio 2008

tema attuale molto sentito scottante pervesione dei tempi che incita la donna ad un'emancipazione che si rivela una truffa la realizzazione di se stessa sul sacrificio della parte più importante di stessa tra l'altro con ritorni ecomici molto miseri urge un ribaltamento della società intera con aiuti concreti alle famiglie nei primi anni del bimbo e coinvolgimento dell'altro genitore riducendo l'orario lavorativo di tutti a livelli più umani e compatibili con il bisogno dei bambini Sono favorevolissima alle donne che lavorano bisogna che le aziende rispettino la maternità con congedi prolungati ed eventualmente pagati i bambini costruiranno il futuro sulle basi solide o labili che noi avremo loro dato a volte i genitori che sembrano infastiditi sono soltanto storditi dalle verità assolute che la società di oggi spara sulle nostre coscienze

Berta Biagini29 maggio 2008

Versi veramente crudi che dovrebbero avere un po' più di spazio in questa società affinché tutti potessero in qualche modo valutare cosa è meglio e fare la propria scelta.

L
Libera Mastropaolo29 maggio 2008

Toni forti per questa poesia tanto bella quanto vera. Sono insegnante e di bambini sballottati ne so qualcosa, forse troppo. Letta con grandissimo interesse e riletta più volte.

Marisol5829 maggio 2008

Versi che si rivelano quasi una denuncia per come si trattano al giorno d'oggi i bambini che noi stessi vogliamo mettere al mondo e che poi pare quasi diventino un peso e a parte le vere necessità che molte famiglie hanno a volte si delega ad altri la crescita del proprio figlio anche se non c'è nè bisogno. Condivisa pienamente questa bella poesia che a me è piaciuta molto.

A
Antonio Mallardo29 maggio 2008

”scuse lavorative”... nessuna comprensione per genitori che avrebbero molto da imparare dai propri bambini. Molto sentita. Piaciutissima.

Rasimaco29 maggio 2008

poesia di tutto rispetto, aspra denuncia di questo poeta che continua la sua ardua lotta alle crepe di questa nostra società. molto bella