Guardatemi negli occhi
Mi chiamo Elisabetta Randazzo e vivo in Sicilia, a Bagheria. Da piccola amavo stare in compagnia di mio nonno, Antonio Landolina, amavo stare con lui perché tra le altre cose era anche un Cantastorie e m’incantavo ad ascoltarlo. Non credevo di poter scrivere, in quel tempo… ma con il passare degli anni sentivo cresce
Commenti (5)
... solo il titolo... guardatemi negli occhi.. buca la coscienza... e grida il sudore la paura la rabbia di chi lontano da casa si spacca le mani e le reni per un lavoro massacrante sfruttato e umiliato ma pur sempre un uomo... bellissima
Dura, aspra, perfettamente condivisibile poesia... ben strutturata, un vero atto di denuncia. Piaciuta
guardiamo negli occhi il dolore di chi consideriamo ingiustamente estraneo e malvagio ed è invece un uomo che affronta la fatica di lavori pesanti e non ha niente a che fare con quei suoi connazionali a cui viene equiparato. guardiamo negli occhi la delusione di colui che pur avendo perso identità e speranze continua a lavorare per garantirsi una magra sopravvivenza senza lasciarsi trascinare nel baratro di comportamenti illegali. Dobbiamo guardare negli occhi questa persona per ammirarla non per averne paura non si può ”fare di tutta un'erba un fascio” poesia che fa riflettere richiamando l'attenzione sulla parte più trascurata del problema dell'immigrazione
oltre le parole e la loro disposizione, oltre la concatenazione di effetti che dà questa lettura, rappresentazione emozionale e sentita, beh... non posso che complimentarmi con l'autrice in questione, perché ha saputo trasmettere con umiltà e capacità una grande verità!
Gran bella poesia dai toni aspri e pacati al tempo stesso. Il problema è attuale e serio, ma come dice l'autrice, non si può non fare di tutta un'erba un fascio. Letta con grande interesse.



