Dirimpetto

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Apparentemente molto semplice nelle immagini, una poesia dialettale piena di sottintesi psicologici bene delineati ed argomentati. Lo sfondo della paura di ricaduta nella malattia e la sensazione di sentirsi in colpa per averla somatizzata. Grande l'uso dell'aggettivo ”secchetta” attribuito ad un'amica che svela come evidentemente la ricaduta l'ha avuta, e continua a vivere forse più attiva di prima, per godersela meglio, o forse per lasciare sistemato. E' vero, forse perché chi commenta ci è passata, riesco a leggere tra le righe. Ben riuscito anche l'uso del nome proprio per indicare il cancro, che rimanda ad una sua precedente in cui ne esplicita il significato (il mio amico Roger se non erro) . Una poesia agrodolce da gustare più volte.