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Riflessioni 15 giugno 2008 · lettura 1 min · 5338 letture

Il disprezzo

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Veleno che avvelena, tristezza che evapora e tuttavia resta, resta nel profondo; tutto quanto si è fatto di buono è stato a nostra insaputa, per il misterioso accordo di uomini umili e pazienti con la dolce pietà di Dio, mentre il resto leggeva di traverso la vita. Tutto ciò che si è fatto è stato il sogno d'un fanciullo, realizzato nell'età matura: non è permesso odiarsi.
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Un attimo di amara consapevolezza... l'odio dell'uomo contro l'uomo, il disprezzo...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (5)

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Stellaerratica15 giugno 2008

Tralasciando la battuta sulla forma della poesia (è davvero una boccetta di veleno?) , direi che già il primo verso è un pugno in faccia: il primo a soffrire per il disprezzo che riversa su altri, è proprio chi lo prova. Resta avvelenato da questo subdolo veleno. E' una poesia molto profonda, che commenterei in ogni verso o cmq strofa. Ma mi sento così inadeguata: sono versi che parlano commentandosi da soli. E' molto bella, molto sentita. Anche se amara, resta un retrogusto dolce.

Berta Biagini15 giugno 2008

Perché odiarsi? Nell'ultima strofa si legge la realizzazione di desideri di bimbo e questo è per me molto bello. E allora... perché odiarsi?

Giovanni Monopoli15 giugno 2008

Se solo per un attimo si pensasse sul perché molte cose non accadrebbero. Giusto lo scrivere dell'autore nell'evindenziare una, purtroppo, verità

Rasimaco15 giugno 2008

l'estro del poeta in questi versi, che come giustamente dice stella si commentano da soli, supera le vette della bellezza... ma per riuscire a scuotere l'imperturbabilità dell'autore, ce ne vuole ed anche tanto... qualcuno percuotendosi il petto pronunci le fatidiche parole... mea culpa!

E
Exeunt16 giugno 2008

rabbia, odio, disprezzo non sono veleno. sono emozioni che indicano legame, relazione, congiunzione tra persone. il veleno non è nell'odio in se, ma nel modo con cui viene provato e vissuto... ciò che distrugge è veleno... ma se usato per creare consapevolezze diventa acqua santa. non esiste l'animo buono, esiste l'animo completo o meglio centrato.