Il Vampiro
Ho svenduto bibbie an-estetiche
a cessi disperati di birra limacciosa
e nel putridume di crateri s-fumanti
ho rivangato le zolle dell’elitaria afonia
viziandola con spastiche metonimie e anacoluti s-figurati.
Mi domando se un incastro di lubrica carne
possa flagellare vergini titubanze autolesioniste.
Reietto in arcipelaghi di corpi copulanti,
tra Sospetti impalati e abusate Idee,
ho sete della tua anima cedevole.
Eppure mi ubriaco di Sangue plebeo
mentre godo di morire
per poi succhiarti risorto nella S-Gloria.
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Commenti (1)
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F
Francesco Mariani2 luglio 2008
Poesia molto nparticolare e personale, deve piacere, io ne sono rimasto affascinato. Molto bello il tuo modo di poetare per quel che ho letto sinora. Scusa la cafonaggine di alcuni, che sapendo fare due rime (forse...) crede di essere un grande poeta. Purtroppo educazione e rispetto sono rare, ma esistono; il proprio dissenso verso un componimento si può dire in tanti modi. Comunque: e a rileggerti presto!
