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Riflessioni 15 giugno 2008 · lettura 3 min · 1994 letture

Della Religione

Francesco Pozzato 115 poesie pubblicate
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Per discorrere dell’Empireo Sire, ché di vasta multitudo di fedi è adombrata la nostra Madre Terra? Da quando il culto vige dell’Unico e del Sacro Libro, l’umanità atroci d’umane carni conviti imbandisce e con fraterno sanguine la sete estingue. Ricordi tu forse qualche contesa nel nome di Dio fino a che il romano impero valeva? Guerre e sangue la religione seco conduce. Chi mai può considerare il mio Dio del tuo migliore? Chiunque Dio sia, codesto mondo ci ha donato e santa pace tra i suoi figli agogna. Sottil linea che Virtù dal peccato disgiunge viene spesso ottenebrata, sì che Dio vien dal Misericordioso al bellicista Marte. Ché dunque servì la Sua Morte? Gente v’è che insegna nel Suo Nome odio, versi citando fittizi dal Sacro Testo. Lor mente nel peccato falla, l’immonda passione i lor cuori acceca. Porgete orecchio al profeta che uccide nel Nome di Santo Iddio fratelli! Niuno Nume, Siddharta Illuminato, o Grande Allah d’Arabi, e Maometto suo profeta, o il Dio d’Ebrei, o Gesù Cristo, figlio di Maria, niuno Nume guerra santifica! Come'l passione in lor petti ardiva in vita, sì dopo morte lor arche di fuoco infernale bruceranno e le lor straziate carni e ree posa chiederanno invano. La Speme che a Dio ci lega come a una robusta vigna il suo debole traliccio, e come un inerme pargolo al sen della santa genitrice sua, è l’unica franchigia ai nostri mali. Ché anche chi l’Onnipotente disdice, più degli altri il pensiero suo rivolge a le Fisse Stelle, cercando risposta ai celesti dubbi della mente sua. Ché l’uomo altro non spera che salvezza avere da Dio, Superno Amore. Maraviglia non ci tangi, vedendo poveri diavoli gettar tra’l fiamme dell’orribile peccato, spezzando il fragil filo delle vite altrui, nel Nome di Dio la propria vita: unica loro speme è la salvezza. Non dico de’sporchi capi, che a loro vantaggio esto fan far, ma de’soldati che nient’altro dalla vita, ahimé, hanno. Ma, dimmi, a chi l’uom si deve affidar? Ché mai pria del tempo il fragil mortale togliersi dee l’illusion del seguir del sentier di vita dopo la morte?
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L'autore
Francesco Pozzato

Francesco Pozzato nasce a Vicenza l'8 Febbraio 1990. Frequenta le scuole inferiori nel suo paese, Sandrigo, con ottimi risultati. Decide quindi di iscriversi presso il Liceo Scientifico J. Da Ponte di Bassano del Grappa, dove matura col massimo punteggio. Tra la 3a e la 4a Liceo muta considerevolmente interessi, passa

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Commenti (1)

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Nicola Steva18 giugno 2008

Annose le questioni sollevate e le domande formulate... È palpabile un sentimento di ribellione nei confronti di chi strumentalizza il ”Nome di Dio”. L'autore è onesto in quanto include la propria religione sul banco degli imputati ma è altrettanto chiaro che il suo punto di vista subisce fortemente il condizionamento di un imprimatur cattolico romano.