54 lettori online · 355.924 poesie · 7.971 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Pagina personale paoloursaia.clubscrivere.it — spazio del socio sostenitore
Home Poesie Introspezione
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Paolo Ursaia
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Introspezione 16 giugno 2008 · lettura 1 min · 3356 letture

Scrivere

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
+ Segui
Si attarda il sole sulle nubi che restano come una macchia di fuoco sporco; pensieri, come bolle d’acqua che nascono e si disfano. Triste anima umana, che mette tutto in ordine, come se scrivere non fosse una cosa viva, fatta di gesti a volte alla rinfusa; non sempre riesco a sentire ciò che devo sentire...
♥ 0 💬 8
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

A volte, idee, ricordi, pensieri... mi ronzano in testa... e non si fermano nelle parole, e non riesco a scrivere.

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

Tutte le opere →

Commenti (5)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
M
Marina Como16 giugno 2008

L'impossibilità di seguire fino in fondo i propri pensieri, per poter quasi avere un controllo su di essi. Eppure sembra la soluzione quasi a portata di mano, sembra dirci il poeta: follia sarebbe il voler riporre in ”ordine” ciò che naturalmente (cosa viva) si sposta! Lasciarsi andare alla corrente e lasciarsi trasportare... chissà che prima o poi ci si possa fermare ad ascoltare. ”Non sempre”, ma qualche volta succede! Stupendi versi iniziali con un sole metaforico, che ritarda la luce.

talvolta scrivere è come camminare con i lacci delle scarpe legati assieme.. inizi il passo, inciampi, riprovi e riinciampi. Poi ti accorgi dell'inghippo e finalmente ritorni a correre... Io immagino le idee di un poeta, rarefatte, intrise di colori e di pensieri sottili che l'irrazionalità miscela e pone così, a cascata su di un foglio. Se talvolta la razionalità mette il suo imbuto stretto e col filtro, ecco che... scendono a gocce. Piacevole da pensarci su.

Angela16 giugno 2008

penso che sia proprio così prima di poter trovare le parole che vogliamo scrivere dobbiamo aver dei momenti di calma e di rilassamento e lasciare che pensieri e ricordi ci attraversino per catturare solo quelli giusti - e poi come spesso accade alla fine di ogni travagliato componimento rimmarremo stupiti dell'esito felice

Rosy Marchettini16 giugno 2008

la poesia ci porta a riflettere su noi stessi che inciampiamo tra i nostri pensieri e le parole che desideriamo scrivere. Bella poesia letta con molto piacere

Berta Biagini16 giugno 2008

Parole sofferte ci fanno sentire a volte incapaci di proseguire, ma con grande sforzo spesso riusciamo ad arrivare alla mèta.