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Donne 21 giugno 2008 · lettura 1 min · 4805 letture

Natività profane

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Sorrisi affaticati un po'dolenti scivolano lungo corridoi d'ospedale al richiamo d'amore di piccoli miracoli c'assaggiano la vita tra candide lenzuola. Mamme inesperte già guardano lontano e cercano risposte nei teneri vagiti che si spengono sereni nel caldo seno d'ognuna; natività profane, profumate di domani.
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Mi piace vedere le puerpere che, un pò doloranti, tanto stanche... e piene d'amore... vanno verso il nido, per allattare i loro neonati...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (4)

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L Falchero21 giugno 2008

Sempre una profonda umanità traspare nei versi di questo autore che rende il suo stesso lavoro di medico un'incessante poesia ed emozione di vita.

O
Osvaldo Spizzirri21 giugno 2008

”Seno” parola chiave, di questi stupendi dolci versi, il solo pensare la dolcezza, di un bimbo, che succhia una mammella la vita.. la sua più straordinarea realtà... chiamata amore Bellissima...!

L
Libera Mastropaolo21 giugno 2008

Poesia descritta con tenerezza e particolari gioiosi. Molto piaciuta!

Berta Biagini21 giugno 2008

Una strana sensazione di calore emanano questi versi che riportano le lettrici in un periodo della vita non poi tanto lontano. L'autore ha saputo centrare in pieno i nostri momenti di vita accanto a quei batuffoletti che con il loro vagire cercavano protezione e dove se non - nel caldo seno -.