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Ribellione 2 luglio 2008 · lettura 1 min · 3076 letture

Morti scorrette

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Nessuno protesterà per te, ragazzo schiacciato da cingoli gelidi a Piazza Tien An Men; chi sei tu Yan Palach, che ronzi seccante nella sorda coscienza d'intellettualoidi nostrani? Urla mute dal fondo delle foibe d'incolpevoli colpevoli a forza, fastidiosi come alluvionati persi nel fango dell'antica Birmania, sciolta nel Myanmar... Questa è la storia, divisa in oppressi legittimi e morti scorrette cui si volgon le spalle. Financo di fronte mostruosi genocidi resta la fazione, c'ogni pietà annulla.
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Tutti gli oppressi sono uguali, e vanno ricordati e, se possibile, aiutati. L'invenzione dell'uomo è quella di distinguere in genocidi di serie A e genocidi di serie B, a seconda di come la propria faziosità la vede... ed il bello è che ”il mostro” è sempre l'altro...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (3)

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Rosy Marchettini2 luglio 2008

il cuore del'autore è ferito da morti scorrette, persone che sono state uccise o costrette ad uccidersi come tanti anni fa fece Yan Palach che si dette fuoco in piazza Vanceslao per protestare contro il regime del suo Paese! Morti innocenti come coloro delle foibe... eccidi sopprusi da parte di coloro che del potere ne hann fatto ragione d'esistenza! morti inutili e l'eco delle loro grida giunge a noi che pietosamente li ricordiamo e ne tramandiamo la storia! Poesia splendida anche se tristissima e amara! Ringraziamo l'autore che ci unisce in preghiera per coloro che son ”morti scorretti”! Piaciutissima!

Mirella Crapanzano2 luglio 2008

Una poesia vera, come nello stile dell'autore, che coinvolge il lettore nel suo percorso intimo, di pensieri, di rabbia e d'amore. Ricordo ogni morte di cui parla questa intensa e bella poesia... non possono essere dimenticate!

Marisol584 luglio 2008

Rabbia e impotenza traspare da questi bellissimi versi di denuncia per tutti gli oppressori che tutt'ora seminano nel mondo dolore e sdegno. Molto bella e condivisa.