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Riflessioni 25 luglio 2008 · lettura 1 min · 2979 letture

Papillon

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Ti rivedo, riccioli in meno sul capo vuoto d'idee preambolo d'un cravattino messo laggiù al languir del mento, a sostituir l'antico simbolo d'un sole che ride. Ammiravo l'onesta fiducia in idee opposte alle mie c'animava certami d'accalorate parole; mi pesa il vederti così, assimilato all'antico nemico che bruciavi implacabile nei tuoi infiniti teoremi: ricco e corrotto, eppure amico mio, ormai vedo in quella farfallina il saluto d'uno stanco pagliaccio.
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Siamo tutt'ora amici... e mi duole vederti così, precipitato anche tu nel baratro dei soldi facili, comunque, ed a qualunque costo... anche a quello della propria anima.

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (3)

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Mirella Crapanzano25 luglio 2008

Un'amarezza sottile pervade questa bella poesia, rimpianto e tristezza nei confronti di chi è cambiato, vendendo le idee e gli ideali a buon mercato...

M
Michele Serri25 luglio 2008

Purtroppo questi voltafaccia nel nostro paese sono all'ordine del giorno ed ormai anche vissuti in modo spudorato senza che per questo neppure più nessuno s'indigni o si sorprenda.. e questo crollo morale credo sia la cosa peggiore di questo andazzo... bella riflessione...

Berta Biagini25 luglio 2008

E' purtroppo così che va il mondo oggi - non dobbiamo più stupirci - ma proseguire con i nostri pensieri e le nostre idee senza voltarsi indietro.