Domani sarò vecchio
L'estate che tornava
riaccendeva mobili scaglie di sole
nei tuoi occhi, esile sudore
sulle tue giovani spalle di ragazzo.
Nell'aria sentore di legno rosa
e di panico bosco.
Barche di luce solcavano il mare
in lontananza.
Nei tuoi capelli odore di vento,
di salsedine aspersa.
Agili salivamo la collina
tra sipari di bouganville
e distese di azzurra lavanda,
scrutando il torpore beato
delle lucertole stese al sole,
il tranquillo fermo di una poiana
ritta sopra uno steccato.
Avevi gesti rapidi
come i tuoi pensieri, inesplorato
linguaggio che allora comprendevo.
Ti rendevo i miei calmi silenzi,
il vizio assurdo di sognare.
Di te che ancora non torni,
ricordo, rimpianti, fantasie forse...
Fa presto.
Domani sarò vecchio.
La noia che mi pervade
ha il battere stanco del cavapietre
che più non vince il marmo.
©
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L'autore
Aledam
Ho volutamente cancellato precedenti notizie che non giudico più essenziali e che derivavano dal fatto che, sul Web, compaiono Aledam che non son io. Il mio ALEDAM non è che un acronimo tra il mio nome e cognome: ....ale Dam... Sono un milanese ora trapiantato a Monza Scrivo da sempre.
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