Libera

libera, lo sono
anche se il mondo ha chiesto
un pegno
costruendomi intorno un recinto a misura
ma senza fuggire
senza correre
con passo lento e sicuro
ne ho varcato la soglia
il sorriso sulle labbra
guardando negli occhi
chi teneva in mano
un marchio rovente
il braccio abbassato
ma pronto a ferire
ed io ho pagato
(ho ancora moneta nelle tasche)
vi sorriderò
salderò e me ne andrò
sempre
non avrete i miei occhi
né le mie lacrime
solo un sorriso sprezzante
per voi
che marchiando
vi costringete nel vostro recinto
good bye
non saprete mai dove cercarmi
è un luogo che non conoscete...
©
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L'autore
Amara
Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (3)
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A
Angioletta30 luglio 2008
ma che bella! Dimmi dov'e' questo posto, ho voglia di gustare la promessa di liberta' che la poesia da'. Molto piaciuta, versi che si leggono d'un fiato.
Atteone30 luglio 2008
Aristocratica e orgogliosa brama di libertà. Il selvaggio luogo in cui la poetessa con giustificata superiorità si rifugia è l'unica isola in cui, secondo me, le Muse hanno ancora parola. Nessun recinto può uccidere quel tipo di sorriso. Bellissima.
X
X Bruna Rossini13 luglio 2010
Anche oggi, dopo tanto tempo, rileggere questa poesia ha lasciato una nuova traccia in me.

