Lacrime
Nicola Steva
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Il frastuono del nulla
annienta la mente
e i sensi, schiavi,
amplificano il delirio.
È il silenzio attorno,
niente mi parla di te
se non la penna
e quest’io stanco.
Risucchiato
dal vortice che ho creato
mi getto nel mare del pianto
per lasciarmi andare affondo.
Attorno così ho solo
Lacrime
e ciascuna canta
la gioia dei tempi.
Il vuoto che hai lasciato
si è preso la materia
dell’esistenza.
Non tento neanche di nuotare:
spettatore vinto
dalla propria sorte
ingoio la mia acqua.
In estasi
osservo l’aria in sfere
abbandonare il relitto
di questo corpo sfasciato
e l’anima.
Ora il cuore
nel mare muto
lancia un ultimo grido
e lo sguardo aperto
si spegne nell’infinito.
Anche il pensiero
ora ha un’altra dimensione
ma solo per poco.
Dimentico,
sorrido alla pace,
mi ritorni in mente
e la luce che filtrava tra i flutti
è buio.
Da solo
ho solo la pena
di una morte che non arriva.
Finalmente giaccio, sconfitto.
Lo sguardo non è più
E lentamente abbandono il fondo.
Poi il sole mi guarda stupito
perché la sua luce non ha effetto,
il suo fuoco non mi scalda.
C’è un cadavere alla deriva.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Nicola Steva
Il mio vero nome è Edoardo Pappalardo. Sono nato e cresciuto a Castellammare di Stabia in provincia di Napoli. Mi sono trasferito in provincia di Brescia con la famiglia ed ora sono felicemente sposato con Elisa. Ho cominciato a scrivere poesie quando avevo 17 anni e, con qualche pausa, ho continuato a farlo senza ve
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