Il canto della memoria
Torna il tuo viso, oh bambina mia,
la mattina che sopravvive al sole
negli intervalli dei rami e dei fiori al vento
ha le foglie d’accordo con gli anni passati.
I tuoi capelli erano lunghi nel cielo
estivo del duemilacinque, allora
come un solco abbandonato tu eri
per l’impazienza di quando ti fui agricoltore.
Quanta aria percorsa da quanti affanni
della poca vita insieme alla tua ancora respiro
sempre seduto sul muretto dell’alba
come fa col tramonto la luna piena.
Sarà in orario anche questo giorno
tranquillo seduto ad un tavolo nuovo
col mare antico che fino a ieri
mi ha dato il tuo bacio e poi è andato.
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Commenti (2)
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Rosy Marchettini1 agosto 2008
splendida, commuovente poesia! Versi scritti in punta di penna per paura di "graffiare" il foglio di carta, dove, forse, è caduta una lacrima! Bellissima la chiusa! mi sono commossa!!
Zima1 agosto 2008
i ricordi sono nostalgia, malinconia. e questa poesia è romantica e dolce. bella!

