Naufragio
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (4)
Bellissima poesia pur se tristissima! A quante navi è accaduto ciò che mirabilmente ha descritto l'autore! La chiusa sembra voler essere una pietosa carezza per quel... corpo di un uomo abbandonato", il quale non avrà più sogni ma lascia che i genitori vivano con incubi terribili! Piaciuta moltissimo!
gente di mare e la loro realta'. si dice che ogni volta che uscivano in mare le mogli salutavano i propri cari come se fosse l'ultima volta e molti hanno vissuto questa realta'. bellissima forse, ma e' solamente un mio parere, avrei preferito prima nel buio della notte turbinarono alberi- per dare sequenza e rendere meno profondo il contrasto. un finale che trasmette, quasi quantificando, il dolore, la fine di tanti sogni.
Versi impressi su di una tela che lasciano intravedere tutto il dolore di una famiglia per la morte di un uomo che giornalmente si prodigava per loro. Il naufragio di una vita ricadrà sempre sugli affetti più vicini.
bellissima poesia che in versi sublimi racconta... triste avventura... d'altronde si sa mai fidarsi del mare esso nasconde sempre delle insidie



