Tristezza sul lago
Carlo Sorgia
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Seduto su quella sponda
Attendo l’imbarco
acqua plumbea
tenebrosa
impenetrabile
ferma
nessun movimento.
Uno specchio funereo
vocianti ragazzetti
giocano
saettano piatte pietre
volano
sul pelo dell’acqua.
Vince
chi più in là arriva
una sfida
una delle tante
della nostra vita.
Arriva la barca
prosegue la gita.
Nostalgia mi prende.
Quei ragazzetti
mia innocenza
sfumata
gioventù che non torna.
©
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L'autore
Carlo Sorgia
Molto impegnato nel lavoro, mi sono avvicinato alla poesia in maniera sistematica solo di recente. Attratto da tutte le forme di creatività, nessuna esclusa, scrivere credo completi questa mia voglia di esprimermi, la pittura mi completa. La mattina al risveglio mi meraviglio ancora e mi stupisco per i colori e i p
Commenti (1)
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Berta Biagini16 agosto 2008
Emozioni condivise di un tempo che più non ritorna - come ricordo quei sassi che ci facevano sentire importanti - anche le ragazzine facevano questi giochi.

