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Impressioni 17 agosto 2008 · lettura 1 min · 3158 letture

Assetata Sardegna

Carlo Sorgia 997 poesie pubblicate
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Ti guardo lago che desolazione i tuoi fianchi. Mostri ormai i primi segni di cedimento. Lentamente muori ti ritiri affiorano le prime isole drasticamente asciutte. La siccità avanza piaga della Sardegna. Attendi piogge benefiche risolutive che colmino i tuoi margini col dolce essenziale liquido. Io qui a rimirare questa modesta distesa Acqua ferma fonte di vita per la nostra Terra Benedetta.
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La nostra terra come una madre. Madre terra come parlavano e veneravano i nostri avi, ci disseta, ci fa vivere. Vuole essere un ode al cielo e alle sue forze perché in lei è la continuazione di tutti noi.17 agosto 2008
L'autore
Carlo Sorgia

Molto impegnato nel lavoro, mi sono avvicinato alla poesia in maniera sistematica solo di recente. Attratto da tutte le forme di creatività, nessuna esclusa, scrivere credo completi questa mia voglia di esprimermi, la pittura mi completa. La mattina al risveglio mi meraviglio ancora e mi stupisco per i colori e i p

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Commenti (2)

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Berta Biagini17 agosto 2008

Su questa terra tutto sta soffrendo - il clima sta cambiando e ben poco ormai possiamo fare contro questo flagello.

mp47pasquino17 agosto 2008

Grazie della poesia, di mamma si tratta, un'isola mamma munta come una mucca da chi sfrutta anche il più piccolo granello di costruzione, è ora che facciano pagare adeguatamente a tutti quei gran miliardari che si sono fatti terreno privato di un bene pubblico compreso chi sappiamo, è ora che investano in opere di salvaguardia territoriale e preservino tutto l'eco sistema sardo che non è fatto per milioni di persone ma che a malapena ci fa vivere in maniera precaria tanti isolani. Per vedere una bella opera bisogna pagare.