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Spirituali 21 agosto 2008 · lettura 1 min · 1747 letture

Inferno

Nicola Steva 96 poesie pubblicate
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Sto sprofondando nell'abisso inconsistente teatro di delitti e peccati commessi dalla mia mente. Valle di melma, dei desideri della carne putrescente vivo sono, ma lo sprofondar mi fa morente. Stanchezza penetra le mie ossa ne succhia il midollo, l'anima è percossa da mille rimorsi che l'affondar nella fossa risveglia; per questo è il momento della riscossa. Ribellarmi al torpore questo e il mio dovere Non dar luogo ai ricordi ma acquistare potere per risalir dalla valle dell'eterno cadere. Non guarderò indietro solo per rivedere lo stato pietoso in cui ero finito, scalerò l'irto monte del folle assopito m'arrampicherò sulla rupe del cuore impietrito dal male che ha radici nel sangue marcito. Invoco la salvezza da questo cielo terso rivoglio la purezza, forse non ho ancora perso. Lottare contro il male per molti è fatale ma vincere può una buona coscienza con l'aiuto della vera conoscenza.
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Inferno come metafora della lotta/pena interiore. Non credo in un aldilà destinato al tormento.

L'autore
Nicola Steva

Il mio vero nome è Edoardo Pappalardo. Sono nato e cresciuto a Castellammare di Stabia in provincia di Napoli. Mi sono trasferito in provincia di Brescia con la famiglia ed ora sono felicemente sposato con Elisa. Ho cominciato a scrivere poesie quando avevo 17 anni e, con qualche pausa, ho continuato a farlo senza ve

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Commenti (1)

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Rosy Marchettini21 agosto 2008

Splendida, forte, dura, piena di sentimento questa poesia che l'autore ci ha regalato oggi! Tormento interiore con una chiusa molto bella! Piaciutissima