Io attonita

Trafitta da ogni spada di sole
in una primavera dissacrante
che sacrilega filtra
attraverso inevitabili fessure
lotto strenuamente
per morir d'amore
sconfitta dal respiro
che si fa strada e sale (io attonita)
tra blocchi di marmo e fango.
E' franata la montagna più alta del mondo!
E sbadiglio mangio dormo rido persino
lavoro mi lavo mi rendo gradevole.
Diserto la pena
che pur resta in me unica fede...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
G
Tutte le opere →
L'autore
Gabriella Cantoni
Ho il cuore in tasca, cambiato in spiccioli e vado pagando debiti più vecchi di me Pesa la moneta, più della banconota Ironia delle cose! Il meno vuole un più largo contenente che non il più, al quale basta poco... forse niente...
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Paolo Eroli11 settembre 2009
una poesia che non avevo letta, ma che ricompone in se tutto un mondo d'amore, penato... dissacrato quasi, ma ancor vivo in parte sotto una cenere silente ...Molto molto bella!
