Giovani antichissimi
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (6)
...ci si rifugia a volte nel vecchio... che sia rosso o che sia nero... lo si fa per sentirsi in un verso abbastanza giusti... e non giustifico... non mi piace... ma non accuso... non mi piace neanche questo... Bella...
Ragazzi che si rifugiano in vecchie ideologie superate "antiche" per mancanza di nuove ideologie, basta sentir parlare i nostri politici rossi, neri, bianchi. La colpa non è loro, ma nostra! E' questo il mondo che gli offriamo un mondo sfruttato, oramai privo della vera essenza, sono i nostri padri e poi noi che abbiamo gettato le bottiglie di plastica per terra, calpestato cicche alle fermate degli autobus, perso il valor di patria dopo quelle fosse in cui sangue innocente scorre ancora, chiamate trincee! Cosa lasciamo noi a questi ragazzi? Cosa abbiamo insegnato a questi ragazzi? a Spaccare tutto e fare strage negli stadi? Non hanno nuove ideologie, ma cosa offriamo noi che ci chiamiamo Padri e padri non sappiamo essere? Piaciuta moltis
Mai demordere! Immersa fra giovani ho scoperto che non conoscono la storia o meglio conoscono quella dei libri spesso, molto sommariamente, e avanzano come greggi sensa un pastore. Bisognerebbe ritornare alla tradizione del racconto orale che si tramanda di generazione in generazione creando conoscenza consapevolezza e maturità.Spesso si da spazio, invece, alla nemesi storica facendo ricadere le colpe dei padri sui figli. Parlare ...raccontare... la vera storia no quella deviata e distorta da beceri interessi personali! Piaciuta e condivisa come sempre la poesia!
Si, stranamente ma voglio essere ottimista, il passato dovrà riemergere con tutti i suoi valori e con esso i nostri giovani dovranno ritrovare ciò che i nostri avi ci hanno insegnato continuando a metterlo in pratica nella vita. Quello che ci vuol comunicare l'autore è purtroppo pura e santa verità.
Giovani incapaci di prendere il volo, che si ancorano al vecchio per non far la fatica di rinnovare il mondo. Non sempre però è colpa loro, ma di un sistema che rende tutto facile e disponibile, che non sveglia le menti ma le atrofizza nel già visto, già detto e già fatto. Condivisa e piaciuta come sempre!
spesso guardandomi intorno rimango deluso come il poeta sento quasi la sconfitta, ma poi un accenno d'orgoglio mi fa tirar su la testa e penso che forse ancora c'é un barlume di speranza. anche se i fatti sempre più spesso tendono a darmi torto io spero ancora che...






