Uomo di creta

Uomo di creta io penso...
a raccattar l'intenso
gettato al passato
che nulla va sprecato
e nulla è senza senso
Espando allor la luce
per delirar colori
e tutto alfin m'induce
a profanar dolori
Uomo di creta io affranto...
vado a sorbire il pianto
chiuso in antiche bare
che il mio destino è dare
al soffrire un canto
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L'autore
Gabriella Cantoni
Ho il cuore in tasca, cambiato in spiccioli e vado pagando debiti più vecchi di me Pesa la moneta, più della banconota Ironia delle cose! Il meno vuole un più largo contenente che non il più, al quale basta poco... forse niente...
Commenti (2)
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Antonio Biancolillo17 settembre 2008
Originale l'qccostamento del poeta all'uomo di creta che si modella alle varie sensazioni, come quello di sentire come suo compito quello di rinposare il pianto di altri. Piaciuta
Paolo Eroli17 settembre 2008
Il poeta come creta si adatta e crea sensazioni... dalla poca materia... che pero'e' eterna... e in ogni parola, come un colore stampato su un antico vaso, rimane incisa un'immagine, un momento., bella poesia da rileggere spesso...

