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Impressioni 18 settembre 2008 · lettura 1 min · 4183 letture

A mia figlia che fu

G
Gabriella Cantoni 233 poesie pubblicate
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Uno scintillio laminato Un ago sul pavimento Ci fu destinato un breve momento... Non fui calamita Non ricamai magia Mi punsi la vita E fu un'emorragia...
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Fu così che venne... Fu così che se ne andò...Tutto prestabilito!

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L'autore
Gabriella Cantoni

Ho il cuore in tasca, cambiato in spiccioli e vado pagando debiti più vecchi di me Pesa la moneta, più della banconota Ironia delle cose! Il meno vuole un più largo contenente che non il più, al quale basta poco... forse niente...

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Commenti (6)

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Paolo Eroli18 settembre 2008

la vita è un tenue filo... ricamato di magie... ma non sempre tiene alla potenza dei venti... e nulla ci è dovuto se non il dolore e il rimpianto, Poesia da ricordare!

Paolo Ursaia18 settembre 2008

Dura... versi che scivolano via apparentemente leggeri; in realtà, vero dramma. Molto sentita, piaciuta

Angela18 settembre 2008

bellissima poesia un grande dolore racconato con pudore dignità e senza rassegnazione

Antonio Biancolillo19 settembre 2008

Lo sfogo sui versi è un toccasana per l'autrice. Solo le sue parole, anche se semplici, nascondono un dolore che sole lei sa.

Rosy Marchettini11 ottobre 2008

Splendida poesia per una punta di spillo che fece svanire un sogno... una vita Piaciuta nel profondo come donna e come madre ti dico dedica bellissima per quella figlia che fu. Una preghiera

La poetessa affronta, con frasi armoniche e dolci rime l'esperienza drammatica di una donna. La vita, la morte, il rimpianto. Che dire? poesia bella... anzi, di più.