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Ribellione 19 settembre 2008 · lettura 1 min · 5993 letture

Eroe di guerra

Rosy Marchettini 709 poesie pubblicate
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Son venuta a trovarti, mai lo saprai accesso vietato Ho visto l'orrore della tua vita Pareti insonorizzate rivestite da spessa gommapiuma, camice bianco, testa rasata Nessun mobile in quella stanza un letto, cementati i sostegni, luce al neon Anche al sole è vietato illuminare il volto Valoroso eroe, una medaglia ti hann dato mai la vedrai, orrori di guerra hann distrutto la mente ...ti hanno rinchiuso Non vuoi ricordare ciò che gli occhi hann visto, le orecchie udito Nascosto al mondo, riposta la mente dove solo te sai Nella tua follia odi suoni, intravedi colori ...in attesa del buio infinito Parole prive di senso son le tue ondeggiando come ubriaco, vaghi in quella bianca stanza Non più destinazioni da raggiungere, né nemici da uccidere Vietato l'ingresso agli estranei, a chi pur lasciandoti vita, ti ha ammazzato
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La guerra uccide anche lasciando vive le persone

L'autore
Rosy Marchettini

Buongiorno a tutti! sono nata a Roma 68 anni fa, mi sono sposata a 20 anni ma sono divorziata Ho due femmine di 47 e 46 anni ed un maschio di 41 mi ha regalato due nipotini ed in arrivò il terzo mentre la seconda figlia mi ha regalato Matilde una bimba che oggi ha 14 anni Per motivi di lavoro ho vissuto in Africa (

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Commenti (18)

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O
Orma Detruria19 settembre 2008

un'ode ben scritta all'orrore di tutte le guerre, in particolare l'occhio e la sensibilità estrema dell'autore si ferma sulle vittime dimenticate e da dimenticare, quelle ben nascoste nei reliquiari della disperazione, della sofferenza quotidiana, lontani dagli occhi della gente e dai sensi di colpa di chi non vuol né vedere né sapere... tu hai saputo aprire comunque quella porta e chi legge te ne è grato.

Angela19 settembre 2008

quando orrori e dolori hanno rubato emozioni e sentimenti viene da chiedersi se una vita così è degna di essere vissuta forse bisogna fare appello alla speranza. Ma viene anche da chiedersi perché l'uomo non ha ancora trovato il modo e la maniera di evitare le guerre e non ha tratto alcun insegnamento dalle esperienze passate, forse come cantava Bob Dylan vale sempre questa frase: THE ANSWER MY FRIEND IS BLOWING IN THE WIND? (la risposta amico mio soffia nel vento...) se così fosse dobbiamo dimenticare anche la speranza, tante persone moriranno e tante altre impazziranno, mentre impossibili risposte svaniscono nel vento.

Berta Biagini19 settembre 2008

Crudi versi di denucia ma molto molto veritieri - una stretta al cuore nel leggere mi ha riportato indietro negli anni - la follia può arrivare anche piano piano senza accorgersene e ritrovarsi poi in balia di se stessi senza che nessuno possa capire il perché si, forse lo capiranno, ma quando è ormai troppo troppo tardi e la vita ormai si consuma così - si potrebbe scrivere un libro.

A

Svegliarsi la mattina e ricordarsi che c'è un "sottobosco" di sofferenze è atroce. Ma più terribile è la conferma dell'abbandono di queste persone che hanno dato tanto e ricevuto solo dolore al punto da impazzire ed essere emarginati... dal mondo stesso. Terribile denuncia...

Antonio Biancolillo19 settembre 2008

Questo tipo di morte, la peggiore che ci possa essere per se stessi e per gli altri a cui il suo ricordo di essere stato un soldato fa tanto male. Piaciuta

B
Bob19 settembre 2008

Vivere morte nel ricordo di un dolore insopportabile che lascia cicatrici nell'anima... una condanna che pesa come un macigno nel cuore di chi legge e di coloro che dovrebbero leggere (sai a chi mi riferisco). Un plauso, bob.

Giulia Aurora19 settembre 2008

lascia una tristezza grande questo inevitabile dolore che distrugge tutto lasciando solo in vita un corpo da noi poi dimenticato e rinchiuso

Frammento19 settembre 2008

...un tema forte quello che affronti... e si... la guerra... la cattiveria... il male nel suo senso più puro anche se sporco... uccide... anche senza esploderti nel mezzo della fronte... Bella...

D
Diego Bevilacqua19 settembre 2008

Veramente bellissima... campo minato il tema che hai voluto affrontare... ed hai saputo rendere la sofferenza... Rosy

B
Benito Ciarlo19 settembre 2008

Aspra denuncia (la pietà è implicita). La rabbia incanalata in versi liberi, incatenata allo sbalordimento. La solitudine di chi soffre sublimata nell'esempio.

W
Whiterose19 settembre 2008

Molto bella e sicuramente sofferta. Temi difficili che non è semplice rendere in versi.

P
Patrizia Chini19 settembre 2008

verità espresse con la semplicità di chi sa cosa è la forza Quando un uomo è in queste condizioni ... quando non sei più tu... la vita è sacra sì, ma questa è vita? e chi è stato causa di simili orrori non ha colpe? Contro costoro mio padre, in una pagina del suo diario di guerra lancia un'invettiva... "Che siano abbruciate tutte le lingue che parlano di guerra!"

Paolo Ursaia19 settembre 2008

Dura, intensa, vera... poesia di denuncia, che vibra di intimo sdegno. Condivisa, piaciuta

L
Ligeia7619 settembre 2008

Versi scritti con partecipazione, esprimono il senso d'isolamento vissuto e soprattutto patito dalle piu' sfortunate vittime dei giochi di potere. Bella.

D
De Cepola20 settembre 2008

corpo e mente, due entità che possono separarsi... l'una vivere e l'altra morire... ma quello che fa più male e l'annientamento totale della mente... meglio morire nel corpo... molto sentita e piaciutissima!

Josy20 settembre 2008

Straziante poesia, dura denuncia scritta con versi pieni di dolore e sentimento. Condivisa nella condanna e molto piaciuta.

Descrizione lirica di un combattente. La "viva morte" lascia sempre sgomenti. La motivazione di essa è triste ed inconcepibile. Onore agli eroi! Che dire... stupenda. Grazie!

G
Gianni Marras23 gennaio 2010

La strada dell'eroismo porta alla morte o al delirio, parole di un vecchio soldato. La poetessa non ha udito queste parole, le ha viste concretizzarsi nei residui di un uomo, in quel poco che rimane di un soldato. Versi di grandissimo respiro, versi che ti prendono questi di Rosy, versi che ti costringono a guardare oltre il politicamente corretto. La poetessa tratta un argomento delicatissimo con mano leggera dando dignità d'arte alla sofferenza di ragazzi che, partiti per fare gli eroi, si sono ritrovati, nella migliore delle ipotesi, a fare i conti col delirio. Lirica opprimente, lirica conturbante, lirica in bianco e nero che dovrebbe esser letta e riletta per una vera presa di coscienza. Mi inchino alla bravura della poetessa. Grande!