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Ribellione 22 settembre 2008 · lettura 1 min · 3212 letture

Albatros

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Tanto tempo e polvere di vita sulle ali dell'Albatros che smise di volare, malato d'indifferenza... quel volto d'ebano, sofferente e gioioso e piccole braccia a cingerti i fianchi; ti strinsi a me, nascondendo lacrime... quegli occhi malati avresti chiuso per sempre appena il nostro aereo fosse volato via; cento, mille te nella memoria c'ancora brucia. E qui, colpevole ignoranza d'intellettuali spocchiosi, politicamente corretti dietro corrette letture, a discettare vuoti e saccenti su morti infelici e lontane che mai busseranno alla porta delle loro complici coscienze.
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Missione d'interposizione "Albatros", prima militare, poi con l'ospedale da campo, in Mozambico, tra il marzo 1993 e l'aprile 1994. Mi ricordo, tra i tanti, di una bambina con gravi problemi renali. Sapevamo che, partiti noi, sarebbe morta... chi l'avrebbe più curata? E tanti come lei. E ricordo ancora, al mio rientro, le chicchiere da salotto, le elucubrazioni filosofico politiche di tanti conoscenti... lontanissimi da quegli occhi malati di morte...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (7)

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Angela22 settembre 2008

Oltre ai volontari c'è qualcuno che fa qualcosa di utile? Quanti e quali governi fanno qualcosa di concreto? E noi gente comune abbiamo delle responsabilità? Immagino che queste ed altre simili siano le domande e chiacchiere da salotto di cui parla l'autore. Un problema così abissale dovrebbe sensibilizzare anche le coscienze di chi ci governa affinché si possano fare dei passi utili e concreti che portino alla risoluzione di queste tragedie. Dobbiamo ringraziare coloro che hanno dato parte della loro vita per portare il loro piccolo e grande contributo caricandosi nel cuore il peso e il dolore di tanti occhi di bambini che si dovranno spegnere per colpa dell'indifferenza di molti.

Frammento22 settembre 2008

...Paolo... il mondo è anche fatto di questo e si... loro parlano... e la gente muore... ma loro parlano... e si riempiono la bocca di fini che non possono conoscere... perché troppo sarebbe per le loro anime... ammesso che poi ne abbiano... e tutto questo mi fa schifo... Ma la tua è bella...

Anna Maria Obadon22 settembre 2008

Conosco per esperienza personale i grandi problemi dell'Africa... ad Atiba piccolo villaggio del Togo, ogni giorno un funerale ed il 90 erano bambini ad andarsene. Uno strazio. Il mondo cosidetto civile è malato di egoismo, di indifferenza, di razzismo. Piaghe terribili che dilagano anche nelle nostre strade, oggi. Pensiamo a che cosa ha fatto il colonialismo in Africa e nei paesi del terzo mondo e cosa continuano a fare gli interessi delle multinazionali! I piccoli di colore vengono considerati alla stregua di scarafaggi... da schiacciare! Questi versi stupendi hanno riaperto una grande ferita. Quanta tristezza! L'ho letta e riletta è veramente perfetta nella sua drammaticità.

Berta Biagini22 settembre 2008

Vera commozione nel leggere questi versi difficili da commentare per il loro triste contenuto - il nostro autore ha già fatto molto e noi possiamo solo sperare che qualcosa cambi veramente, che ognuno di noi possa e desideri dare un minimo di contributo sotto qualsiasi forma.

mp47pasquino22 settembre 2008

Onore e salute a chi si dedica agli altri, cosi come a chi scrive cose belle, per la felicità degli occhi e del cuore. A ben rileggerti.

Josy22 settembre 2008

Versi amari che toccano il cuore di una pena infinita per quella e tante altre situazioni simili. Emerge una sensazione di dolorosa impotenza e di grande rabbia. La colpa di sangue di queste vite perdute cade sulle spalle di chi vive di ipocrisia, indifferenza e corruzione. Condivisa e molto piaciuta.

Rasimaco22 settembre 2008

versi che toccano uno deipiccoli grandi drammi che la vita di oggi, con la sua grande indifferenza, mette davanti ai nostri occhi... ma noi siamo capaci di comprenderne a pieno l'essenza? e la nostra coscienza? il poeta quì ha dato sfogo alla sua indignazione, alla pena di cui é pregna la sua anima invitandoci a riflettere... stupenda!