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Ribellione 23 settembre 2008 · lettura 1 min · 3056 letture

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Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Improvviso silenzio tra voi muti ed inquieti: ho gettato il basto dalla schiena piagata; tacciono d'un tratto ipocondriache lamentazioni, geremiadi vuote d'egocentrici farisei. A cosa giovarono innumerevoli viaggi nelle terre del dolore d'umanità dolente? Foste solo turisti satolli e sani di santuari Mariani, collezionisti di luoghi sacri. Emergeste dal mare del dolore lamentandovi d'un capriccio mancato d'un chilo di troppo, e ne malediste Dio; Basta! Non una bestemmia ancora dalle vostre bocche di privilegiati perbenisti.
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A volte, i pellegrinaggi nei Santuari Mariani sono benedizioni per lo spirito... a volte, solo turismo... ho conosciuto persone che andavano in questi luoghi come dovessero fare la cura delle acque, o come si recassero in un luogo per ottenere fortuna e vantaggi...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (10)

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Anna Maria Obadon23 settembre 2008

Mi viene in mente Massimo Troisi quando si recava da San Gennaro per vincere al lotto..."una settimana si e una settimana no" perché poteva essere faticoso andare ad incassare tutte le settimane! Quella era una boutade che serviva per far ridere mentre per quanto esprimi nei tuoi versi... non ci resta che piangere! Quanta ipocrisia e disinteresse. Mi scappa da dire " che schifo"! Condivisa e piaciuta.

Angela23 settembre 2008

Alcune persone non capiscono bene e non rispettano la sacralità di questi luoghi ma forse lo fanno in buona fede convinti di essere nel giusto. Bisognerebbe trovare il modo di debellare ignoranza e faciloneria ed imparare a vivere con maggior consapevolezza queste esperienze

Berta Biagini23 settembre 2008

Una parte del nostro mondo che fa male sia al cuore che all'anima - l'unica cosa sarebbe fare in modo di farli sentire isolati - forse capirebbero - ma fra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare.

Amara23 settembre 2008

...sarebbe ipocrisia... anche fingere di non sapere che così è... l'indifferenza e la crudeltà del sazio... sanno essere terribili... molto bella...

W
Whiterose23 settembre 2008

Si può mentire agli uomini ma non a Dio. Dovremmo tutti ricordarcelo più spesso. Versi che fanno riflettere, duri, pietrosi ma sinceri. Una stretta di mano

Frammento23 settembre 2008

...sorrido... Siamo poi liberi di non vedere il dolore o di accoglierlo... di bestemmiare o pregare dio... Siamo tanti... e vari... Bella...

G
Gabriella Cantoni23 settembre 2008

Espressione di poetica amarezza ricca di spunti di riflessione; molto ricca e ben scritta

Rasimaco23 settembre 2008

Poesia di denuncia, di profondo sdegno, di ribellione verso un perbenismo ormai smodato. La bellezza dei versi di questo autore, oltre che nell'eleganza e nello stile raffinato, consiste nel senso e nell'espressione delle sue battaglie e nella forza che imprime nel cercar sempre più di coinvolgere un lettore spesso disattento. molto bella.

Josy23 settembre 2008

Il nostro autore mantiene il suo stile elegante e sobrio anche nella denuncia più arrabbiata. Impossibile lggere questa poesia senza unirsi a quel moto di sdegno che la anima. Bravò Paolo, condivido e apprezzo la tua poesia.

L Falchero23 settembre 2008

chi come questo autore è a continuo contatto con le realtà più dure e vere della vita, si ribella dinnanzi al vuoto dei valori e all'inconsistenza di molte persone che appaiono ormai spente e perse in mille futilità ...poesia di ribellione e di denuncia di una condizione che appartiene a troppi ambienti e che dilaga ovunque