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Introspezione 24 settembre 2008 · lettura 1 min · 3237 letture

Nomade

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Dove... Dove le tende assolate della mia infanzia aperte verso orizzonti di stelle verso la nomade libertà? Mi manca il silenzio, araldo dello spirito; partirò prima del giorno fuggendo il caos indecente che mi perseguita. La vita è un sentiero sottile che scompare sulla sabbia se non si ripercorre senza posa...
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La meravigliosa sensaone di libertà d'un tempo...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (11)

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Anna Maria Obadon24 settembre 2008

Il bambino che continua a vivere dentro di noi deve avere il sopravvento sull'adulto oberato da troppe pesantezze... solo così sarà possibile ritornare a percorrere il deserto scoprendo, ogni giorno, che le nostre impronte non sono state cancellate dal Ghibli! Piaciuta moltissimo, come sempre.

Amara24 settembre 2008

...vivere privi di spazio... dopo aver goduto dell'infinito... è difficile... e questi bellissimi versi... aiutano a comprenderlo... ma c'è un infinito in noi... che ci portiamo dentro in ogni luogo... bella...

Angela24 settembre 2008

Pensieri e desideri fanciulleschi abitano comunque nel nostro cuore per tutta la vita ogni tanto chiedono una boccata di ossigeno, occupano un piccolissimo spazio ma sono di grande ausilio quando inciampiamo in qualche difficoltà che ci sembra irrisolvibile: A volte basta solo il ricordo di qualche felicità passata per darci il sostegno che fa continuare il percorso. Attingiamo la forza di essere uomini nel bambino che ancora sopravvive in noi.

Mirella Crapanzano24 settembre 2008

E' importante saper coltivare la libertà dentro di sé, anche se le scelte della vita ci portano costantemente a ripercorrere la vita, è quella libertà del cuore che si ritrova in tutto ciò che si fa... e il silenzio è quello della pace, che si ha nel cuore, dopo una giornata di dedizione agli altri, e di coscienza nel lavoro... Bellissima introspezione!

Frammento24 settembre 2008

...sai... a volte basta appoggiare un passo in un bosco... chiudere gli occhi... ed è un tempo diventa ora... Bella...

Josy24 settembre 2008

Desiderio di ripercorrere quelle orme che da bambino avevano il sapore della libertà e che le pesantezze del quotidiano sembrano ormai aver cancellato. Poesia piena di elegante nostalgia. Piaciuta

Berta Biagini24 settembre 2008

Desiderio di libertà in questo mondo che sempre ci rende più schiavi con tutte le sue esigenze - poter tornare bambini e rivivere quei momenti di libertà che forse allora non ci sembravano così - perché sempre desiderosi di voler fare qualcosa di più. La nostra vita sarà sempre una ricerca sino a quando avremo fiato.

G
Gabriella Cantoni24 settembre 2008

Meravigliosa l'ultima strofa che oltre ad essere poeticamente mirabile è estremamente "vera!"

Giovanni Monopoli24 settembre 2008

fuggire, correre verso sentieri che portano la libertà, la libertà di vivere, di gioire al mondo... bellissima poesia

Cristina Khay24 settembre 2008

Spesso trovo la fuga nelle tue poesie, nei tuoi discorsi... Ed è la fuga di un'anima sensibile che mal si adatta alla follia del mondo odierno... Alle catene che tutti ci autoimponiamo... Rifletto sulla sensazione che abbiamo sempre e che anche tu riproponi: la nomade libertà dell'infanzia... che invece è il periodo più controllato... dove siamo più legati dai genitori... che non potevamo nemmeno decidere a che ora andare a letto la sera... Lo sai dov'è la libertà di quel tempo? E' nella fantasia, nel pensiero... lo stesso che cammin facendo abbiamo infarcito di tante cose inutili e pesanti che ci aggravano l'anima... Ma io d'estate ogni tanto dormo ancorai n balcone con una coperta per terra e il naso alle stelle... almeno questo.

Rosy Marchettini25 settembre 2008

in ognuno di noi è rimasto vivo il bambino che siamo stati! Ancora oggi facciamo cose scusandoci con gli altri dicendo: "scusa, sai sono un mattacchione". Invece dovremmo urlare la nostra gioia di vivere di essere, d'amare la vita. Reprimere tutto questo non è che recar danno e alla nostra anima ed alla mente. Piaciutissima come sempre e più di sempre