Rosso e sale

la chiave
che accede a te
io l'ho persa
e tu, quando l'hai vista cadere
l'hai spinta nel nulla
di un tombino
eppure ci davamo un senso
ed eravamo l'Uno
ora
sono mille mandate
che nemmeno tu
sai aprire
ne' io senza di te
così le nostre mani
appoggiate
agli opposti della stessa parete
che cola rosso e sale
non sanno più sfiorarsi
e si cercano sole
aprimi...
apriti...
e riuniamo
questa forza
che sa esistere
solo ad un nudo tocco...
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L'autore
Amara
Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (2)
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Paolo Ursaia27 settembre 2008
Quasi un'invocazione... che finisca l'incomunicabilità...versi asciutti, taglienti e sofferti. Piaciuta
Atteone27 settembre 2008
... l'amore sperato nel soave tocco di parole eleganti e delicate, una preghiera densa di pathos che apre il cuore di chi legge, molto bella.


