Impianti
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (12)
...sai Paolo... a volte ci sono cose che non devono essere scoperte... perché mute di bellezza... che forse noi non sapremmo comprendere... Molto bella...
penso che l'autore descriva una massa tumorale e le varie metastasi che si sono formate in un corpo... un dubbio scuro perché non si conosce la vera origine di questo assurdo male sappiamo solo ricoscere la paura che ci unisce tutti quanti. così l'ho letta e prego l'autore di correggermi se avessi sbagliato. Piaciuta molto
Forse una malattia grave e incurabile o la morte. Molto bella.
Il bianco e nero può rappresentare il non colore di una subdola malattia o il mistero che, nonostante gli studi compiuti, circonda la nostra esistenza... l'ignoto che ci tormenta. Nessun libro ci può aiutare a svelare i grandi punti oscuri che ci portiamo dietro dalla nascita. Ermetica e coinvolgente. Piaciuta.
Dopo varie espressioni, voglio cimentarmi in qualcosa che, chissà forse potrebbe... riesco a vedere in quell'immagine chi non è più già da tempo - esumato poi, ti portarono altrove - anch'io un domani dovrò sottopormi come te su questa terra e poi lassù... = oppure ritornando forse al normale il nostro poeta potrebbe essere assillato dal rimorso di un'operazione compiuta con troppa fretta e poi andata a finire male. Ho voluto provare due soluzioni, non me ne voglia l'autore se troppo mi sono permessa.
Bella ma oscura, aperta a varie interpretazioni (ma non prevedi di darci la tua versione)
Poesia non facile da penetrare... Quando l'ho letta io ci ho visto più un pensiero, un'idea di quelle orribili che ogni tanto entrano nella testa di un uomo normale e lo tormentano proprio perché così lontane da lui, dal suo bianco e nero abituale... Qualcosa di sconosciuto e terribile con cui fare i conti... Ma è solo una sensazione a pelle. Comunque i tuoi versi sono intensi e d'impatto e al di là di tutto fanno pensare.
Vedo un incidente... qualcuno che non sei riuscito a strappare all'aldilà...Ci hai provato... ma non ti basta ...Sei uno che non si rassegna e pronto a meditare sul tuo fare, sul tuo aver fatto... Splendida Anima, la tua!
Vedo questa poesia legata al campo medico di cui fa parte l'autore. La malattia subdola, diagnosticata e curata inutilmente. Bei versi pieni di ritmo e una sottile angoscia alimentata dal dubbio. Molto piaciuta!
A volte il solo silenzio non basta a volte nel mutismo l'anima manda segnali criptici ma solo per farci pensare in fondo pensiamo a quante volte siamo riusciti a parlare con noi stessi, non so' quanti ci riescano almeno a pensarlo, percepire i suoni (inudibili ai più) che la vita ci mette a disposizione... Immaginate uno psicologo che scava l'inconscio, non ha effettive soluzioni da dare se non quelle che col dialogo riesca a percepire... immaginate a quante volte avete sentito semplici frasi che sicuramente avete percepito in parte, solo perché il vostro udito ha filtri con maglie molto strette, ha come si suol dire difficoltà di ricezione... Parlare come faccio io con semplicità e senza apparente motivo se non quello di fare un commento, ho commesso una sopraffazione... le ombre nere sono le preoccupazioni che una realtà precaria cimanda, non trovando appigli di solidità di pensiero sensoriale occorre porre le basi ricettive e ampliare il dialogo con noi stessi in modo da arrivare con esso alla soluzione diradando paure. il commento è lungo e mi scuso...
...la consapevolezza crea paure... ma inutile il lasciarsene possedere... una grande sensibilità... per un mondo che forse richiederebbe un maggiore distacco... bella... e bella l'anima di chi l'ha scritta...
Molto ben fatta la poesia dell'immaginario. Ognuno può riconoscersi in qualcosa. Come tasselli di puzzle gettati, il poeta traccia un percorso dolente, quasi di resa all'evidenza, ma con la sicurezza che la soluzione seppur lontana verrà nota. Una poesia sul disorientamento- ben rappresentato nella vaghezza ermetica- quando tutti i sensi sono all'erta per qualcosa di sconosciuto che ci si presenta. Personalmente il titolo, che dovrebbe fornire la chiave, mi fà pensare ad un padre, col quale non si ha avuto il tempo di parlare, di conoscerlo (silenzi). e che sia stato portato via per la seconda volta dagli eventi( portata via la nostra idea di padre) e l'amarezza per la nostra ineguatezza. Oppure noi stessi, l'io sconosciuto dalle mille risorse.









