Carnefice ad un tempo e salvatore

L'ultima voce è questa e te lo giura
non giungerà più eco di tanto mio tormento
e la morte e la vita che in ugual misura
hai elargito a piene mani ogni momento
solo per me ormai duelleranno
a decidere le sorti di una donna
e gli altri scopi se ce ne saranno...
T'amo quando col freddo fai bufera
e l'urlo delle ossa mie t'invoca
T'amo quando sei brezza a primavera
e m'accarezzi a fermar la mia paura cieca
Ma sale un'altra linfa al tuo pensiero
Dalle radici espande alle tue voglie
E' solo lei che ora ti sconvolge...
Io cattiva dispero e tingo di rancore
quel che vorrei ai tuoi sguardi
fosse rosso o altro bel colore
Non mi fingo e imbrattata di dolore
dono quel poco di bellezza non sciupata
a chi già tanto splende nel tuo cuore
E più bella ancor diventa e amata...
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L'autore
Gabriella Cantoni
Ho il cuore in tasca, cambiato in spiccioli e vado pagando debiti più vecchi di me Pesa la moneta, più della banconota Ironia delle cose! Il meno vuole un più largo contenente che non il più, al quale basta poco... forse niente...
Commenti (2)
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Anna Maria Obadon20 ottobre 2008
Un'altra presenza ci ruba l'amore... e il dolore sale lento. Versi molto belli ricchi di profonda generosità. Piaciuta molto.
Giulia Aurora20 ottobre 2008
rubare a chi si ama da furore e ragione certo ci porta in lidi arditi del furore e di amore che sta dentro il cuore della scrittrice di certo molto fiera

