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Amore 21 ottobre 2008 · lettura 1 min · 4536 letture

Rimorsi

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Persi nell'accecante gioventù quel lato della verità bagnato del tuo amore, padre mio silenzioso. Dileguò il tuo respiro in una brutta morte: rimase la colpevole innocenza d'un figlio malato di rimorso; trascino un cuore malato di tristezza scolpito giorno dopo giorno d'incurabile malinconia.
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Sei andato via troppo presto... e mi è rimasto il dolore di non averti potuto dare... di non averti potuto dimostrare l'amore che avevo, che ho per te.

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (12)

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Anna Maria Obadon21 ottobre 2008

Quando un padre se ne va, tanto presto, restano in noi i rimorsi provocati dalle parole che non abbia avuto il tempo di mormorare, delle carezze non date, dell'ultimo abbraccio mancato. Non riusciamo a farcene una ragione ma giovani o non giovani siamo impreparati quando la morte ci porta via le creature che più amiamo. Parole condivise in ogni sillaba, dolore che non passa mai. Piaciuta moltissimo.

Angela21 ottobre 2008

E' un rimorso che proviamo in molti quello di non essere stati vicini ai nostri genitori quando eravamo giovani e non eravamo in grado di capire quanto in seguito ci sarebbero mancati. Questi sensi di colpa dovremmo stemperarli con un pochino di indulgenza verso noi stessi, penso che i nostri genitori desiderino come ultimo atto d'amore eliminare ogni traccia di rimorso nel cuore dei figli

Rosy Marchettini21 ottobre 2008

Sensi di colpa profondi per una carezza non data, amore che si pensa non sia stato dimostrato in tutto il proprio essere e profondità...eppure quel Papà sa, nonostante la sua prematura partenza per quel lungo viaggio nei cieli del mondo Si cheti l'anima dell'autore e sorrida a quel Padre che veglia su di lui e che gli cammina accanto... Bellissima, profonda e condivisa in ogni sua parola... i sensi di colpa li abbiamo tutti noi figli ma dovremmo superarli per vivere meglio la nostra vita...

Cuccu Anna Maria21 ottobre 2008

Il dolore della prematura scomparsa del Padre si accompagna al rimorso per non aver avuto il tempo di dimostrare l'amore filiale. Poesia intensa e dolorosa. Condivisa totalmente. Molto piaciuta.

Mirella Crapanzano21 ottobre 2008

Il dolore della perdita di un genitore è strazio senza fine, che s'attenua solo quando ricominci a sentire dentro di te i suoi pensieri, il sorriso, le smorfie, la forza e la fragilità, i suoi talenti... per una strana alchimia ereditiamo ogni cosa e tutto questo ci fa comprendere come la morte separa solo delle realtà fisiche, ma che poi portiamo dentro al cuore, dentro la pelle, nel sangue, nella mente... col tempo le somiglianze si accentuano e allora li ritroviamo, i nostri cari e li tramandiamo... sentita e apprezzata!

Frammento21 ottobre 2008

...credo che lui lo sappia ed il rimorso non serve a nulla... Molto bella... Un abbraccio

Berta Biagini21 ottobre 2008

Siamo sangue del loro sangue - è inevitabile sentire quel legame che ci lega e che ci fa soffrire per le nostre involontarie mancanze che un tempo ritenevamo superflue. Ma sono certa che loro ci vedono e sono a conoscenza dei nostri rimorsi, dubbi, sensazioni del passato e sorrideranno per il bene che oggi dimostriamo. Molto sentita.

F
Franca Canfora21 ottobre 2008

In questa poesia, condivisa ed apprezzata, si sente palpabile il dolore camminare a braccetto con il rimorso. Succede spesso, perché nessuno è immune dal rimorso, anche se la consapevolzza di aver dato quello che in quel momento potevamo e sapevamo dare, dovrebbe calmare i sensi di colpa.

Josy21 ottobre 2008

Il senso di colpa può essere deleterio per chi lo prova, sono certa che chi ci ha amato e lasciato prematuramente vorrebbe solo serenità e pace per il nostro animo. Scritta con la consueta eleganza. Molto piaciuta

Rasimaco21 ottobre 2008

per un figlio, che tale sia, la dipartita del genitore é sempre sentita quasi come con rimorso, forse per non esser riuscito a dimostrare l'effettivo sentimento che dentro l'anima rumoreggiava... é così... ci si sente quasi colpevoli di non aver potuto fermare l'evento o almeno ritardarlo, pur cosciente che non avrebbe comunque potuto... in questa breve lirica, malinconica quanto mai, traspare tutto il dramma che si consuma ancora nell'animo del poeta... molto bella

Saverio Chiti21 ottobre 2008

poesia particolarmente sentita, vissuta (anche se per mia madre). è difficile per chi non ha o non vive certe situazioni capire ciò che prova l'autore. il sentirsi in debito, il rimorso per non aver potuto, dato. c'è solo una via di uscita: il ricordo, il prendersi cura di chi rimane e sopratutto vivere seguendo gli insegnamenti avuti. questo sarà per loro il giusto premio, anche per un esistenza seppur breve, saper di aver seminato e aver visto crescere la piantina diventata UOMO. Condivido il tuo dolore, ma condivido anche la speranza per il futuro. Belle parole dedicate e sofferte, molto sofferte per questo sentite.

F
Fabricio Guerrini22 ottobre 2008

Una poesia che con i suoi piani versi stringe il cuore. Il rimorso, pur innocente, è come un cordone ombelicale che unisce l'autore al padre silenzioso e pur così presente nel suo cuore. Un silenzio che che comunque rivela un lato di verità e consapevolezza, rivestito di malinconia, che solo l'autore conosce.