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Satira 22 ottobre 2008 · lettura 1 min · 2853 letture

Presunti adulti

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Implumi lattanti agitano smunte alucce uscendo da scuola ove di certo indefessi zapparono; impossibile pretendere che lor tenere zampette camminino per strade laterali o, tremo a dirlo, che sozzi mezzi pubblici subiscano per raggiunger casa... genitori e nonni, tate ed altri forzati improntano battaglia d'auto ingorgo mortale ad un metro dai cancelli d'istituti onde accoglier pargoli affaticati. Singolar tenzone di presunti adulti colpevolmente impegnati ad ammuffir giovani menti.
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...Satira nata oggi... uscita di una scuola... su quella strada, traffico completamente bloccato per duecento metri. Auto parcheggiate in seconda e terza fila. Poi, tutto intorno... nemmeno un'auto parcheggiata. I teneri virgulti non possono fare, almeno, duecento metri a piedi...? E' solo una parte di quella tragedia che porta alla morte dell'intelligenza...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (8)

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Cuccu Anna Maria22 ottobre 2008

A volte gli adulti dimostrano di essere più immaturi dei ragazzini. Piaciuta.

Frammento22 ottobre 2008

...sorrido... Alcuni adulti hanno più latte sulla bocca dei bambini che crescono... Bella e condivisa...

Rosy Marchettini22 ottobre 2008

Essere adulti non significa essere intelligenti! Piaciuta ed apprezzata molto

Anna Maria Obadon22 ottobre 2008

Essere adulti non significa, purtroppo, diventare maturi e responsabili. Essere genitori è un compito arduo e molto spesso non ci si sente preparati in quanto i figli non arrivano con " il libretto delle istruzioni"...spesso ci si trova ad agire guardando quello che fa il vicino, nel vano tentativo di un giusto equilibrio e si crea l'ammasso di modi di fare... una specie di integrazioni da imbecilli. Ribadisco che ci vuole molta forza per vivere fuori dal coro, ma ce la si può fare. Anch'io ho una scuola a pochi passi da casa e assisto quotidianamente a certi spettacoli! Giusta indignazione, condivisa. Piaciuta.

Berta Biagini22 ottobre 2008

Ci rispondono "ma i tempi cambiano" e così che ci fanno tacere. Una volta facevamo anche chilometri per raggiungere la nostra scuola con pesanti libri sotto al braccio eppure quando mai arrivavamo in ritardo ed alle elementari, bastava alzarsi leggermente prima e con chi ci accompagnava percorrevamo anche 1 km sotto l'acqua e la nostra salute non ne risentiva. Oggi...

Angela22 ottobre 2008

Riflessione molto condivisa- Spesso noi genitori alimentiamo questo delirio di onnipotenza dei nostri figli soccorendoli in ogni più piccola difficoltà e li rendiamo deboli e tiranni.

Paolo Eroli22 ottobre 2008

Hai proprio ragione, difficilmente cresceranno psicologicamente se tenuti avvolti in troppe cure, sempre pronti ad avere tutto... subito... a richiesta e non... sapranno difficilmente divincolarsi nella vita dura... Bravo... Bei versi!

Rasimaco22 ottobre 2008

ho apprezzato tantissimo questa poesia satira... i versi pungenti sono ben meritati ed a parer mio, il tanto decantato "mammismo" ormai fenomeno tutto italiano credo che stia dando i suoi frutti... io non credo che questi poveri bimbi debbano essere coccolati a dismisura fino a farli diventare incapaci anche a tirar su una semplice cerniera, ma avrebbero bisogno di essere svegliati... e tutte le attenzioni penso siano frutto di altri peccati da farsi perdonare... non me ne voglia chi non la pensa così, ma io per andare a scuola (e come me chissà quanti altri) dovevo farmi 4 km al giorno sotto la pioggia o sotto il sole o col vento... e non c'era né nonno ne babbo ne mamma ad aspettarmi... stupenda e reale!