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Introspezione 26 ottobre 2008 · lettura 1 min · 1569 letture

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Diego Bevilacqua 121 poesie pubblicate
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Da quale terra vieni, quali ghiacci, quale pallido sole; da quali acque sei sorta splendida Venere? Domande non trovano risposta, e fascino dorme in questa notte buia tra le tue esili braccia, come un bambino cullato dalla madre. Ed il cuore arde ad infernali occhi di ghiaccio, mia prigione e mio dolore, mio cappio, mia lama. Ti devo ringraziare bianca piuma d'angelo, che macchiata del sangue di mute parole, plasmi versi. Non riesce questa secca lingua a baciare rivoli d'aria; ora però è inumidita dal verde gioiello che dipinge ed allieta la mia serata Intanto danza su quel seno la bellezza, sul tuo ventre, lungo quel fiume dorato di capelli. Ed io maledico la disgrazia di battente cuore che folle urla e chiama, bruciante della fiamma d'estetico Amore. Devo saltare, gettarmi nell'abisso, provare. Magari sfiorerò quelle mani, inebrierò le nari d'intensa essenza di mare. Che tu sia oasi o mero miraggio in questo assurdo deserto non importa, dopotutto ci sono solo io, triste cuore al latte di miele.
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L'autore
Diego Bevilacqua

Mi basta soltanto avervi trasmesso qualche parte di me...

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Commenti (4)

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P
Phersu26 ottobre 2008

Molto bella, anche di leopardiana memoria, sull'amore immaginato, forse il più vero.

Frammento26 ottobre 2008

...a volte il razionalizzare rende l'oasi miraggio... ed è diverso... Così lasciati cadere... in qualunque caso saprai crescere... Molto bella...

Giulia Aurora26 ottobre 2008

linguaggio ardito ma speranzo che da lidi nuovi e di speranza ad una giovane anima inquieta come la tua bella Diego

Giulia Aurora26 ottobre 2008

linguaggio ardito ma speranzo che da lidi nuovi e di speranza ad una giovane anima inquieta come la tua bella Diego