Tranquillità agognata

Sciatto straccio sbrindellato
a spolverar l'immenso
dal soffrire dorato
dal tremito intenso
che tu m'hai donato
A brivido risponde
un dignitoso nulla
Alle gelose urla
replicano fisse l'onde
d'un mare mal dipinto
su tela riciclata...
Anche il tramonto è finto
nella tranquillità agognata!
Giungo coi piedi scalzi
ai mille baci falsi
M'arrampico a follie
con mani sanguinanti
M'inchino alle bugie
che ci videro amanti
Baratterei cent'anni
trascorsi senz'affanni
per un solo richiamo
"Fammi morir ché t'amo!"
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L'autore
Gabriella Cantoni
Ho il cuore in tasca, cambiato in spiccioli e vado pagando debiti più vecchi di me Pesa la moneta, più della banconota Ironia delle cose! Il meno vuole un più largo contenente che non il più, al quale basta poco... forse niente...
Commenti (3)
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Paolo Eroli26 ottobre 2008
quanto bisogna soffrire in amore... per un amore vero... Bella poesia!
Rasimaco26 ottobre 2008
versi che esternano una grande tristezza una malinconia per un amore non amore... così l'ho letta. molto piaciuta
W
Whiterose27 ottobre 2008
L'amore vero è anche sofferenza e dolore. Bella e condivisa

