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Morte 30 ottobre 2008 · lettura 1 min · 3015 letture

Figlio mio

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Pietra dura e tagliente che scortica l'anima... rimbombano passettini nel cuore vuoto; sogno senza sonno d'una notte senz'alba, ed una voce roca che grida il tuo nome. Mano di bimbo tesa che afferro e mi sfugge nel solco d'una lacrima che scende, muto fragore d'un lago gelido che ti circonda e separa, figlio mio. Spada che scende e mi separa dal tutto nel grigio velluto d'un antico dolore.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

E' passato tanto tempo. Ma ritorni spesso, ed è un incubo doloroso. E' andata così...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (12)

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Anna Maria Obadon30 ottobre 2008

Avere un figlio è un dono immenso non ci sono quindi parole da poter pronunciare nell'ascoltare il grido di dolore per una perdita così grande. Versi che straziano il cuore... molto belli e sentiti. Piaciuti moltissimo.

Cuccu Anna Maria30 ottobre 2008

Dolore straziante per la perdita di un figlio, il dolore dell'Assenza che neanche il tempo riesce a cancellare. Intensa e commovente. Stupenda.

Berta Biagini30 ottobre 2008

Non ci sono parole per esprimere il dolore che nascondono questi versi - un figlio che non c'è più ti spoglia lasciandoti senza un minimo di volontà per l'avvenire.

A

Non esistono parole né per commentare né per consolare: sono vuoti esasperanti ma ... lasciate le finestre aperte ... un bacio, una carezza, un abbraccio, uno sguardo ...ma posso? ... ...pur sapendo che nulla colmerà questo dolore...

Mirella Crapanzano30 ottobre 2008

Ci sono piccole creature, angeli, che ci lasciano un vuoto incolmabile e un ricordo... possiamo ritrovarli in altri piccoli, in manine tese e vuote di amore... sono tutti la stessa famiglia i piccoli angeli... Versi struggenti, intensi, colmi di dolore...

Antonio Biancolillo30 ottobre 2008

Versi scritti magicamente a far quasi scendere una reale commozione di umido dagli occhi... Colpisce veramente.

Frammento30 ottobre 2008

...graffiano le punte di dolore che ha questa tua... Bella... Un abbraccio

Fippo230 ottobre 2008

La poesia è splendidamente costruita, incalzante ...con un gran ritmo... inutile dire che spezza il cuore di chi legge... dura sopravvivere ai figli... ma la forza che sprigioni anhe nella nota fa intendere che pur nella tristezza ricordasrlo è dolce... sono con te.

Il cuore non conosce la parola tempo... riconosce solo il vuoto lasciato da un figlio che è diventato un angelo... Un dolore senza fine... Bella e condivisa.

Rosy Marchettini30 ottobre 2008

Versi che recidono il cuore e l'anima tanto è immenso questo dolore... Ti sono accanto e non solo vicino anche nel ricordo di quest'angelo chiamato Amore Splendida, meravigliosa poesia, piaciuta immensamente.

G
Gabriella Cantoni30 ottobre 2008

Conosco questo immenso lago di dolore e inutile dire che i versi mi hanno suscitato emozioni forti. Bellissimo il costrutto.

Rasimaco30 ottobre 2008

versi che parlano al cuore del lettore intrisi di dolore, recano un grido di tristezza infinita, quella di un padre che non dimentica... poesia struggente e bella nel suo inconfondibile stile di eleganza e raffinata cura del lessico