Torni ritorni e passi
E ti torno a trovare
nel pensiero trastullo
su quei palmi di mare
mi trattengo e mi cullo
sui bei laghi tuoi verdi
mi rifletto e disperdi
gravità quotidiane.
Tu che di caldo pane
nutristi venerazione
e che disperazione
spingevi negli abissi
torni ritorni e passi
nel pensier mio trastullo
in un soffio d'amore
mi trattengo e mi cullo
e su quei palmi di mare...
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L'autore
Gabriella Cantoni
Ho il cuore in tasca, cambiato in spiccioli e vado pagando debiti più vecchi di me Pesa la moneta, più della banconota Ironia delle cose! Il meno vuole un più largo contenente che non il più, al quale basta poco... forse niente...
Commenti (2)
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Carolina Villani Bidibambina8 novembre 2008
Versi che cullano... passando accarezzano e poi ritornano... come le chiare, calme onde dei laghi di montagna, "palmi di mare" che riflettono un colore di speranza, rinascita e rinnovamento.
Paolo Eroli8 novembre 2008
C'e' tutto l'affetto possibile in queste righe... che calcano e ricalcano una vita spesa ad un amore e rispetto generazionale tra padre e figlia! bella!

