La fabbrica della sorte
E di questo
steril tessere
mi ritrovo figlio
a filare
d'incertezze
i giorni
a disfare e a rifare
vesti d'amore
indefesso
operaio
nella fabbrica della sorte
immantinente
tesso la vita
che passa tra le mani
sottile e sfuggente.
Invisibili fili
di trascendenza
indosso...
a ricoprir
le nude vergogne
della mia esistenza.
©
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Commenti (1)
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Mario Bugli26 novembre 2008
Poesia molto ben strutturata, ricercata nel verseggiare profondo e senza entrare negli oscuri meandri che solo l'autore conosce, direi intensamente coinvolgente!
