Viaggio sul volto di un barbone

Mi sono immersa piano
L'acqua dei suoi occhi era gelata
Non mi ha dato una mano
però sono salita
sul volto di legno annerito
e ho solcato mari...
A prua del tempo misteri
a poppa misteri del passato
Conobbi lampo improvviso
che incenerì i miei remi
un balenio sorriso...
Seguì a boato il tuono
d'un "No grazie" illuminante
d'un volto disarmante
che non chiedeva aiuto
Era campo già arato?
inesplorato pianeta
che la distanza vieta
di conoscere meglio?
Tornai tra la mia gente
ma al ricordo veglio
un ricco sguardo di niente
un volto pieno e vuoto
di quel che m'è noto e ignoto
un teatro solitario
dove non s'apre il sipario
una faccia di barca
un Noè e la sua Arca...
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L'autore
Gabriella Cantoni
Ho il cuore in tasca, cambiato in spiccioli e vado pagando debiti più vecchi di me Pesa la moneta, più della banconota Ironia delle cose! Il meno vuole un più largo contenente che non il più, al quale basta poco... forse niente...
Commenti (1)
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M
Mariasilvia2 dicembre 2008
Molto interessante ed impegnativa lettura. Buonissima la composizione. Apprezzata. e ben scriitta. Un immaginario nel margine del reale. Particolare. Letta con piacere.