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Sociale 1 dicembre 2008 · lettura 1 min · 2687 letture

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Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Parlar sospeso, nascondendo la mano, in attesa d'un passo falso, a poter dir: eccoti in fallo... v'agitate, obliqui e scomposti a millantar nuovo ordine; non a voi rispondo, ma alla promessa d'Ippocrate: amar di purissimo amore colui che a me s'affida. Non temo minuti dispetti nuovo fasullo di dubbia utilità.
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...risparmiare sulla pelle dei pazienti?

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (9)

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Anna Maria Obadon1 dicembre 2008

Temo che molti medici siano dotati di memoria corta e non ricordino affatto il " giuramento d'Ippocrate". E' sufficiente aggirarsi per le stanze di qualche ospedale, cosa che negli ultimi tempi purtroppo, mi è accaduta spesso. Fortunatamente ci sono gli altri che si fermano a guardarti e non ti identificano più con il numero del letto... anche se hanno già scritto una dettagliata e scrupolosa anamnesi. Comunque spesso la malattia ti colpisce due volte: una prima volta nel corpo e nell'anima, la seconda per il disinteresse che troppo spesso circonda la persona ammalata. Piaciuta la poesia.

C
Caterina Viola Scimeca1 dicembre 2008

Bisognerebbe riconoscere Dio nella Vita e rispettarlo in ogni essere che ha preso forma. Spesso gli animali sono cose, gli uomini numeri. Piaciuta.

Berta Biagini1 dicembre 2008

Ribellione si legge verso chi non riesce più a sottostare a quel famoso giuramento - spesso nel male viene guardato solo il portafoglio dando la precedenza a chi ha più possibilità e non a chi ha più bisogno. Mi viene in mente un famoso film di Alberto Sordi.

Cuccu Anna Maria1 dicembre 2008

Giusta la protesta e questo grido di rabbia questo no espresso con forza da un uomo che rispetta il suo giuramento di medico e che mette in primo piano la salute e il rispetto per il pazienze. No, non è giusto risparmiare sulla salute e sulla pelle dei pazienti. Come paziente ho visto cose che mai avrei voluto vedere. Molto profonda, piaciuta e condivisa.

Frammento1 dicembre 2008

...no... decisamente no... Non si risparmia sulla vita... non si dovrebbe fare mai... Condivisa

S
Schifano Alessandro1 dicembre 2008

Ormai viviamo in una società dove conta solo il denaro e, chi non ne possiede, viene emarginato nel corpo e nell'anima. Molto sentita e piaciuta.

Rosy Marchettini1 dicembre 2008

Rabbia, ribelione, fermezza valori che non possono e non devono essere distrutti, dimenticati, schiacciati Bella, piaciuta, condivisa Applausi, Paolo da questo teatro per la solidità della tua persona

mp47pasquino1 dicembre 2008

Spesso ci specchiamo in una realtà contraffatta, abbiamo dei valori e delle regole da rispettare, nei medici addirittura c'è il giuramento di Ippocrate... Penso che come nella poesia, siano le persone, che fanno si che le regole non siano eccezzione ma pura normalità, in questa poesia emerge la volontà dell'autore di non infierire direttamente per garbo, ma con particolare capacità, ha trasformato il puro dissenso in poesia, da apprezzare, e condividere. Letta con piacevole attenzione.

L
Libera Mastropaolo1 dicembre 2008

A parte la forma perfetta, la tua poesia è un gioiello vero! Se al letto del paziente, parole del santo Pio, non porti l'amore, a nulla servono le cure; e tu, medico vero, certamente, ne porti tanto ai tuoi pazienti che, nella sfortuna della malattia, sono fortunati ad incontrarti. !