Le Stagioni che ci vegliano
So che non è facile incontrarsi, se il silenzio
incalza una fuga di pensieri mai espressi;
siamo oltre le parole, oltre le attese di un domani
che intero ci appartiene. Noi e non altri,
sospesi al filo dei pensieri dove sconfinare
sa tanto di avventura.
Questa e non altra è la voce che
l'ultima stagione ci offre,
nonostante la provocazione degli occhi
sia vaga di bella estate.
Per mio conto
ho imparato a rientrare nel mio passato,
ma non cerco ragioni che mi riportino
ai nomi consumati: è solo la voglia
di rimettersi in gioco tra segni
che non s'inventano.
E non è il corpo
degli sguardi a renderci più innocenti,
ma il loro richiamo ad una adolescenza
di lune e prati.
Forse potremmo inventarci
le ultime promesse e lasciare che la casa
si apra alle ombre reclamando solo
una dolcezza di madre. Forse potremmo violare
la clandestinità dei pensieri, che ne dici,
tu che abitasti la mia anima?
Ma è questo tempo inventato il nostro male,
fatto di ore scandite a diverso ritmo,
ignaro delle stagioni che ci vegliano
©
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