Tra sorrisi di paglia e aliti di iene
Pastori! Ci siamo persi
morbide pecorelle
in pasto ad oscuri lupi
che abbiam reso voraci
Mangiamo radici d'erba!
Brindiamo con neve sciolta!
Vestiamo di fresco muschio!
E andiamo ad adorare
la Povertà Lucente
il non avere niente
solo voglia d'andare
verso Colui che viene
tra sorrisi di paglia
e aliti di iene
Pastori! Se non vediamo
comete luminose
nè nanne melodiose
per l'aria udiamo
Chi culla la notte scura
sorride alla paura
tende la mano ai vinti
è Lui! E al suo Natal siam giunti!
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L'autore
Gabriella Cantoni
Ho il cuore in tasca, cambiato in spiccioli e vado pagando debiti più vecchi di me Pesa la moneta, più della banconota Ironia delle cose! Il meno vuole un più largo contenente che non il più, al quale basta poco... forse niente...
Commenti (3)
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Veleno24 dicembre 2008
Bei versi, riflessivi, un certo senso di ribellione, fanno davvero pensare. Piaciuta moltissimo
F
Franca Canfora25 dicembre 2008
Riscoprire il senso vero del Natale e della Natività. Una poesia sentita, apprezzata e condivisa.
Antonio Biancolillo27 dicembre 2008
Una riflessione condivisa in questi versi quasi di ribellione. Molto bella

