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Ribellione 27 dicembre 2008 · lettura 1 min · 2794 letture

Cafon simbol

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Palmari dai mille colori per giocar durante l'omelia; cellulari che trillano al tempo dell'Eucarestia, siamo tutti importanti... occhiali da sole pellicce fuori luogo ed ampie scollature; la Messa della vigilia, eccola servita... che siete venuti a fare?
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Non è obbligatorio andare in Chiesa...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (10)

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Cuccu Anna Maria27 dicembre 2008

Veramente poco rispettoso entrare in chiesa e salutare l'arrivo del Messia giocando con nuovi palmari e cellulari. Mancanza di rispetto verso Dio e il vero Natale. Giusta condanna. Molto Apprezzata.

L Falchero27 dicembre 2008

che sono venuti a fare? a mostrarsi in pubblico, a salvare le apparenze e ...solo in pochi a pregare e riflettere... ma ormai sembra che questo costume d'atteggiarsi e indossare maschere "sociali" dilaghi ovunque!

Danielinagranata27 dicembre 2008

veramente tanto condivisa me lo sono chiesta anche io ma cosa ci sono venuti a fare alla messa? provo un senso di fastidio per il mancato rispetto quando si entra nella casa di DIO. piaciuta molto applausi

Anna Maria Obadon27 dicembre 2008

"Cosa sono venuti a fare? "Sono alla S. Messa per dimostrare che sono belli, ben vestiti e molto "ricercati "...Quale migliore passerella sotto il periodo delle feste Natalizie? Fuori c'è troppa confusione, si confonderebbero con la massa! Che tristezza...

Antonio Biancolillo27 dicembre 2008

Bravo, Versi che ridanno importanza al nostro diritto di partecipazione profonda di rigraziamento... un diritto calpestato dall'apparire di tanta gente. Si... staccano per 1 ora per tante altre situazioni... ma non è obbligatorio andarci senza umiltà...Piaciutissima

Berta Biagini27 dicembre 2008

Un tasto questo da far rizzare i capelli tanto la descrizione è coinvolgente - eppure, per molti sembra essere cosa di normale routine-.

Veleno27 dicembre 2008

Dura, diretta, condivisa... una ribellione che dovrebbe essere urlo. Una mesta, gioiosa, accorata preghiera che si tramuta in ostentata manifestazione e passarella. Apprezzata moltissimo

Rosy Marchettini27 dicembre 2008

Andare in chiesa non sempre è per fede, ci son le comari che parlano se non ti vedono... e allora bella, truccata, raggiante, va al pubblico ritrovo, c'è anche da mangiare, non si può non fare la comunione...! Hai notato che non ci singinocchia quasi più...si potrebbero rompere le calze! Bellissima poesia di ribellione, e non solo... piaaciuta, apprezzata immensamente e condivisa in toto applausi, Paolo, da questo gran teatro che sempre ti ammira

Frammento27 dicembre 2008

...condivido pienamente queste tue parole... perché la gente a volte (o forse troppo spesso) c'è solo per l'apparenza...

L
Libera Mastropaolo27 dicembre 2008

E' il tuo fiore all'occhiello, Paolo! Una poesia vera e condivisa quanto nient'altro e bella quanto nessun'altra. Non posso che dirti: Stupenda!