Piego il capo sul tuo foglio
Il tuo silenzio ha mille domande nell'eco
e il frastuono di quell'unica risposta
annaspa l'aria in palpiti scomposti
e ti perdo fra le maglie della rete;
si accorcia lo sguardo nel cielo di un nome
velando agli occhi, con il sale, le stelle
svaniscono Universi a collidere
ed il sangue si raffredda nel banale.
Piego il capo sul tuo foglio rassegnato
pioggia d'angostura sbava le promesse
che tu mi hai letto, senza avere scritto,
sotto calda luce prima dell'eclissi.
Non è il dolore che poteva spaventarmi
l'indifferenza che adesso mi regali
fa più male del tuo volo ormai precluso
e la porta che hai sbarrato affossa spalle.
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Commenti (2)
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Danielinagranata28 dicembre 2008
Non è il dolore che poteva spaventarmi ma è l'indifferenza che fà più male di qualsiasi altra cosa sono versi bellissimi che arrivano al cuore una delle poesie più belle lette oggi.
G
Gabriella Cantoni28 dicembre 2008
Splendidi versi che la sofferenza rende lucidi di liricità
